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Cronaca

Napoli, paziente distrugge il vetro del triage del Pronto Soccorso: denunciato

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I carabinieri del Nucleo Radiomobile di Napoli sono intervenuti questa notte presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Cotugno.

Stando alle prime informazioni, poco prima un 59enne già noto alle forze dell’ordine ha dato in escandescenze distruggendo il vetro del triage con un estintore. Pare che l’uomo fosse in disaccordo con la diagnosi rilasciata dai medici.

Pertanto, egli è stato denunciato per danneggiamento e interruzione di pubblico servizio.

Cronaca

Lutto tra Napoli e Vietri sul Mare, è morto Cristian Vollaro: era uno degli ultimi ‘posteggiatori’

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Napoli e Vietri sul Mare piangono la scomparsa di Cristian Vollaro, artista di strada considerato uno degli ultimi posteggiatori, morto nelle scorse ore a soli 45 anni.

L’uomo suonava e cantava per le strade del centro storico di Napoli, e nel 2015 partecipò al programma televisivo di Mediaset ‘Tu si que Vales’. Stamane è stato stroncato da una brutta malattia che lo affliggeva da tempo, con molti amici e colleghi che gli hanno tributato un commosso ricordo:

“Ciao Cristian Vollaro. Eri un artista, un uomo, una persona buona e gentile. Ho molti ricordi legati a te che non bastano parole per spiegare il rammarico della tua scomparsa. Un abbraccio alla sua famiglia e a tutti quelli che hanno avuto l’onore di conoscerlo”, ha scritto il dj e musicista Gianni Rallo.

Si è unito al dolore per la sua scomparsa anche Gino Sorbillo, imprenditore e pizzaiolo dei Decumani: “Ciao Cristian, con la tua voce accompagnavi dolcemente le nostre giornate ovunque nel centro antico di Napoli”.

Infine, anche il sindaco di Vietri Giovanni De Simone ha espresso il suo cordoglio:

“Il sindaco, la giunta comunale e la comunità vietrese tutta, si stringe intorno alla famiglia Vollaro per la perdita prematura del caro Cristian. Apprezzatissimo musicista, ha saputo portare la sua arte ed il nome di Vietri in giro per il mondo con maestria ed orgoglio”.

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Cronaca

Bari, maxi operazione della Polizia: eseguite 137 misure cautelari

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Blitz degli agenti della Squadra Mobile di Bari e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, che nel corso della mattinata odierna hanno eseguito ben 137 misure cautelari nei confronti di persone appartenenti o collegate al clan Parisi-Palermiti, ritenuti responsabili di estorsioni, porto e detenzione di armi, spaccio di droga, turbata libertà degli incanti, estorsioni collegate a manifestazioni sportive e ingerenza elettorale, tutti reati aggravati dal metodo mafioso.

L’operazione è stata eseguita a Bari, e ha portato al carcere 110 persone, 25 agli arresti domiciliari mentre altri due indagati sono stati sottoposti a misure alternative alla detenzione.

In particolare, durante le indagini durate oltre otto anni sono state documentate le attività dell’organizzazione mafiosa, che hanno portato a pesanti interferenze nei confronti di alcune società sportive, tanto da alterare gli esiti di due incontri di calcio dei campionati di promozione ed eccellenza.

Infatti, nel corso delle elezioni amministrative di Bari del 2019, grazie ai voti indirizzati dall’organizzazione era stato eletto un consigliere comunale a loro fedele. Il clan poteva inoltre fare affidamento su un ex consigliere regionale e sua moglie, attualmente consigliere comunale di Bari, entrambi arrestati nell’operazione.

Infine, nelle perquisizioni effettuate dagli investigatori sono state sequestrate 30 armi da fuoco, tra cui pistole e mitragliatrici, tre silenziatori e oltre 700 cartucce, stupefacenti, somme di denaro con arresti in flagranza.

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Cronaca

Marcianise, avvocato in manette per truffa aggravata: la situazione

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L’avvocato Domenico Tartaglione, 64enne padre di un noto influencer che ha partecipato a numerose trasmissioni televisive, è indagato per truffa aggravata ai danni di molti giovani dell’hinterland casertano.

In particolare, il legale di Marcianise avrebbe promesso loro posti di lavoro in cambio di grosse somme di denaro percepite in contante. Pertanto, una volta incassato il denaro, l’avvocato ha fatto anche sottoporre i giovani ad una finta selezione, dalla quale sarebbe poi emersa la truffa.

A quel punto le vittime hanno denunciato tutto alle autorità competenti, chiedendo il sequestro dei suoi beni. L’uomo è stato così condannato a nove mesi di carcere per aver truffato un’ingente somma di denaro ad una sua cliente costituitasi parte civile.

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