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Napoli. I nomi degli arresti del clan Amato-Pagano

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I finanzieri del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) e gli investigatori della Polizia di Stato di Napoli, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, hanno dato esecuzione, tra le province di Napoli e Caserta, a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, nei confronti di 31 soggetti (22 in carcere e 9 agli arresti domiciliari), gravemente indiziati di appartenere o di aver favorito il clan “AMATO-PAGANO”.

Associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, traffico di stupefacenti, aggravati dal c.d. “metodo mafioso”, questi i reati a vario titolo contestati agli indagati.

Il Clan AMATO-PAGANO, nato dalla scissione del Clan DI LAURO, avrebbe ininterrottamente continuato ad avvalersi della propria forza di intimidazione commettendo una pluralità di reati (omicidi, estorsioni, spaccio di sostanze stupefacenti, porto e detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, riciclaggio), per mantenere il controllo del territorio nei Comuni di Melito, Mugnano e Arzano, del mercato all’ingrosso della cocaina nell’intera area nord di Napoli e delle estorsioni nei comuni di Melito, Mugnano, Casavatore e Arzano.

In tal senso, le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Napoli hanno consentito di ricostruire l’organigramma attuale del sodalizio criminale, il cui reggente sarebbe Marco LIGUORI che, coadiuvato da storici esponenti di spicco come Fortunato MUROLO – individuato come probabile successore designato dello stesso LIGUORI – Salvatore ROSELLI e Raffaele TORTORA, è gravemente indiziato di gestire tutte le attività illecite del clan, con particolare riguardo al traffico e alla vendita dello stupefacente.

Grazie ad una organizzazione capillare, infatti, il clan sarebbe riuscito a gestire una complessa filiera di narcotraffico, soprattutto attraverso il controllo delle diverse piazze di spaccio operanti nei territori ricadenti sotto la sua egida criminale.

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Arzano. Sanzionata la titolare del ristorante della Comunione del figlio del boss in Ferrari

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I Carabinieri della tenenza di Arzano hanno sanzionato per inosservanza della normativa anti-covid la titolare di un ristorante di Giugliano in Campania, una 71enne del posto, dove il 6 giugno scorso è stata festeggiata la comunione del figlio di Cristiano Pasquale (ritenuto elemento di vertice del gruppo 167 di Arzano).

L’imprenditrice ha organizzato nella circostanza festeggiamenti all’interno del locale, senza far rispettare il distanziamento di 1 metro e non ha ottemperato all’obbligo di conservare per 14 giorni, come prevede la Legge, il registro dei partecipanti.

I militari dell’arma hanno ricostruito i fatti grazie all’analisi dei video pubblicati sui vari social network.

Tra i video “postati” alcuni momenti dei festeggiamenti per la cerimonia. I Carabinieri stanno effettuando ulteriori approfondimenti per identificare e sanzionare i partecipanti all’evento.

I Carabinieri di Arzano insieme a quelli del Nas di Napoli, durante il controllo, hanno sanzionato la titolare del ristorante anche per carenze igienico-sanitarie dei servizi igienici e dei locali adibiti a spogliatoio, per mancata esibizione del manule HACCP, per difformità tra planimetria e un vano utilizzato per la conservazione dei cibi e bevande e per la mancanza di cartellonistica covid. Disposta, infine, la chiusura del locale adibito a deposito alimenti.

Le operazioni dei Carabinieri non sono però terminate. Oggi, a Sant’anastasia (Na), i militari hanno controllato la Ferrari utilizzata da Cristiano per recarsi alla cerimonia religiosa.

L’auto è stata fermata amministrativamente perché con targa straniera e condotta da persona residente in Italia da più di 60 giorni.

Il veicolo è stato affidato al legale rappresentante della società di autonoleggio proprietaria del mezzo che ha provveduto al trasporto con carro attrezzi da Sant’Anastasia fino alla sede della ditta.

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[VIDEO] Arzano. Arrestato Pasquale Cristiano dai Carabinieri

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La Tenenza di Arzano e il Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno arrestato e condotto in carcere CRISTIANO Pasquale, ritenuto elemento di vertice del gruppo criminale “167”, operante in Arzano, costola del clan “Amato-Pagano”. Lo stesso, mentre era sottoposto agli arresti domiciliari, veniva autorizzato lo scorso 6 giugno a partecipare alla comunione del figlio, rendendosi protagonista di un “carosello” in Ferrari nelle vie del paese, nonostante gli fosse stata rigettata la richiesta finalizzata alla partecipazione ai festeggiamenti.
Il CRISTIANO, infatti, a bordo di una fuoriserie di ultimissima generazione, una Ferrari decappotabile, noleggiata per la circostanza, si era aggirato per il centro di Arzano, accompagnato da altri veicoli di grossa cilindrata e persone a piedi, tra i quali anche altri pregiudicati, tutti identificati dai carabinieri, creando disagio per la circolazione, con modi e tempistiche non compatibili con il percorso imposto dall’obbligo di immediato rientro presso la sua abitazione.
Il provvedimento è stato adottato dalla Corte di Appello di Napoli su richiesta della Procura Generale, sulla base di un’informativa dei Carabinieri di Arzano che hanno documentato e evidenziato la condotta del CRISTIANO, ritenuta una vera e propria provocatoria “prova di forza”, finalizzata all’affermazione della sua presenza sul territorio.
Sono stati posti a fondamento dell’ordinanza ulteriori passate violazioni di CRISTIANO Pasquale alla misura alla quale era sottoposto poiché, in più di un’occasione, aveva manifestato insofferenza ai controlli di routine delle Forze di polizi

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Arzano. Dopo la sfilata in Ferrari, boss finisce in manette

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La Tenenza di Arzano e il Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno arrestato e condotto in carcere Cristiano Pasquale, ritenuto elemento di vertice del gruppo criminale “167”, operante in Arzano, costola del clan “Amato-Pagano”.

Lo stesso, mentre era sottoposto agli arresti domiciliari, era stato autorizzato lo scorso 6 giugno a partecipare alla comunione del figlio, rendendosi protagonista di un “carosello” in Ferrari nelle vie del paese, nonostante gli fosse stata rigettata la richiesta finalizzata alla partecipazione ai festeggiamenti.

Cristiano, infatti, a bordo di una fuoriserie di ultimissima generazione, una Ferrari decappotabile, noleggiata per la circostanza, si è aggirato per il centro di Arzano, accompagnato da altri veicoli di grossa cilindrata e persone a piedi, tra i quali anche altri pregiudicati, tutti identificati dai carabinieri, creando disagio per la circolazione, con modi e tempistiche non compatibili con il percorso imposto dall’obbligo di immediato rientro presso la sua abitazione.

Il provvedimento è stato adottato dalla Corte di Appello di Napoli su richiesta della Procura Generale, sulla base di un’informativa dei Carabinieri di Arzano che hanno documentato ed evidenziato la condotta del Cristiano, ritenuta una vera e propria provocatoria “prova di forza”, finalizzata all’affermazione della sua presenza sul territorio.

Sono stati posti a fondamento dell’ordinanza ulteriori passate violazioni di Cristiano Pasquale alla misura alla quale era sottoposto poiché, in più di un’occasione, aveva manifestato insofferenza ai controlli di routine delle Forze di polizia.

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