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Aggressione razzista a Casal di Principe: ragazzo insultato e colpito con una mazza di biliardo

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Prima gli insulti razzisti, poi l’aggressione con una mazza da biliardo: è così che un ragazzo è stato colpito e malmenato nella serata di ieri a Casal di Principe.

Il giovane di 34 anni, originario del Burkina Faso, popolosa nazione dell’Africa Occidentale, si trovava all’esterno del bar e stava bevendo una bibita, quando l’uomo lo ha notato ed ha iniziato ad aggredirlo verbalmente.

Il 45enne è diventato una furia contro il giovane burkinabé, che dal canto suo era seduto al proprio tavolino bevendo una bibita.

Molti passanti, sentite le urla e temendo il peggio, hanno avvisato la centrale operativa dei Carabinieri di Casal di Principe, che poco dopo sono arrivati sul posto.

Ma i militari dell’Arma, arrivati all’esterno del bar, hanno quindi scoperto che un attimo prima del loro arrivo, dopo aver visto che il giovane burkinabé non lasciava il bar nonostante le sue minacce, l’uomo aveva afferrato una stecca da biliardo dall’interno del bar e lo aveva colpito con questa, causandogli anche alcune lesioni fortunatamente non gravi.

L’arrivo dei carabinieri ha evitato il peggio: l’uomo, risultato essere un pregiudicato italiano di 45 anni, è stato arrestato e portato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, in attesa di rispondere del reato di lesioni aggravate dall’odio razziale.

Il 34enne se l’è cavata invece con lesioni lievi, che non hanno richiesto altro che le cure sul posto, mentre al proprietario del bar è stata restituita la stecca da biliardo usata per aggredire il giovane.

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Casal di Principe: fanno il pieno, poi picchiano il benzinaio e scappano senza pagare

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Attimi di tensione alle 7 di questa mattina presso un’area di servizio lungo via Circumvallazione a Casal di Principe. Due individui, come si legge su Edizione Caserta, hanno prima effettuato il rifornimento come tutti i clienti, poi al momento di pagare hanno aggredito l’addetto del distributore malmenandolo prima di scappare.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Casal di Principe che conducono le indagini del caso per risalire all’identità dei due malintenzionati. Decisive potrebbero essere le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti sul posto.

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Agnese morta di Covid, ma è un errore dell’ospedale: i familiari avevano organizzato il funerale

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Sembra una resurrezione, ma non è altro la conseguenza di tanta confusione. Per Agnese Grimaldi, 52enne di Casal di Principe, è stato dichiarato il decesso dall’ospedale Covid Hospital di Maddaloni. In realtà, però, la donna era viva. Inizia tutto quando la struttura sanitaria, impegnata nella lotto contro il virus, chiama i familiari e dà a loro la tremenda notizia: Agnese non ce l’ha fatta.

Dopo i primi momenti di sconforto iniziano le chiamate alla ditta di onoranze funebri per l’organizzazione dei funerali ed i manifesti da esporre tra le strade. Arrivano anche le condoglianze e la data dei funerali, prevista per le 11:30 di questa mattina. Quando la ditta arriva al Covid Hospital, però, la piacevole sorpresa: la signora Agnese è viva. I familiari, sbigottiti ma anche infuriati per l’errore dell’ospedale, provano a capirci qualcosa. Ci vorrà però poco, in realtà, per realizzare quanto accaduto.

Tra la “falsa” morte e la comunicazione reale sarebbero passate 5 ore. I parenti stanno valutando la possibilità di presentare denuncia per il grave errore commesso.

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“Ogni colpo della ruspa è una pugnalata al cuore”. Iniziano le demolizioni a Casal di Principe

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CASERTA – E’ iniziata la fase demolitiva degli immobili abusivi siti in Casal di Principe nella provincia di Caserta.

Nella zona di via Ancona le abitazioni sono per la maggior parte tutte abusive, a causa dell’assenza di un piano regolatore il ventennio passato, quando furono edificate.

Allora non vi erano strumenti urbanistici né la coscienza urbanistica dei giorni nostri. A dimostrazione di quanto detto possono essere citate le strade della zona che non solo non rispettano le dimensioni previste per legge, ma non sono asfaltate.

Nonostante la protesta dei residenti, che ha allontanato la data dell’abbattimento, quest’oggi sono arrivate le ruspe. La resistenza degli abitanti è stata del tutto inutile, i lavori sono iniziati e ciascuno ha dovuto lasciare per sempre la propria dimora.

Sconforto e frustrazione per i visi tristi dei residenti che hanno assistito alla demolizione della loro casa, del loro rifugio.

“Ogni colpo della ruspa è una pugnalata al cuore” dice la proprietaria di un altro stabile vicino, pure abusivo. “Tanti sacrifici inutili”.

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