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Castel Volturno

Focolaio nella ditta di rifiuti: a rischio la raccolta

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Un focolaio è scoppiato nel cantiere della ditta dei rifiuti a Castel Volturno: diversi sono gli operai che sono positivi al Covid mentre altri sono in quarantena obbligatoria.

E’ per questo che, come ha annunciato l’assessore Pasquale Marrandino, il servizio di raccolta di rifiuti nei prossimi giorni potrebbe subire rallentamenti.

L’esponente della giunta guidata dal sindaco Luigi Petrella ha espresso “vicinanza per una pronta guarigione a questi ragazzi e tutti coloro i quali stanno combattendo contro questo nemico invisibile“.

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Ambiente

CASTEL VOLTURNO. Scarico abusivo in allevamento bufalino

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I militari appartenenti alla Stazione Carabinieri Forestale di Castel Volturno hanno effettuato una verifica presso un allevamento bufalino, sito alla via Potenza, in agro del comune di Castel Volturno (CE), constatando quanto segue:

–  presenza di uno scarico abusivo con tubazione in pvc interrata al di sotto della pavimentazione attraverso il quale i liquami, provenienti dai paddock, defluivano all’interno di un canale perimetrale;

–       presenza di effluenti zootecnici frammisti a paglia stoccati impropriamente sul suolo nudo della sponda destra del canale principale pensile affluente dei regi lagni;

–       presenza di una vasca interrata in c.a. colma di effluenti non palabili e cumuli di effluenti palabili frammisti a paglia, per la quale non è stata prodotta dalla proprietà alcuna documentazione attestante lo svuotamento/smaltimento periodico;

–       l’azienda non è risultata in possesso di alcuna documentazione obbligatoria tra cui regime di comunicazione al comune – zona interessata dallo spandimento degli effluenti zootecnici – comunicazione al comune di spandimento liquami zootecnici – piano di utilizzazione agronomica – registri delle utilizzazioni agronomiche – titoli di godimento dei terreni interessati dalle utilizzazioni agronomiche.

Pertanto, i predetti militari hanno proceduto al sequestro probatorio e preventivo dell’intero complesso aziendale e sue pertinenze nominando custode giudiziario il proprietario con facoltà d’uso per il governo degli animali.

Il titolare dell’allevamento è stato deferito in stato di libertà per i reati di inquinamento ambientale, gestione illecita di rifiuti speciali costituiti da effluenti zootecnici ed utilizzazione agronomica sempre di effluenti zootecnici al di fuori dei casi previsti dalla normativa vigente.

Nel corso del controllo sono stati altresì rinvenuti altri rifiuti speciali non pericolosi abbandonati sul suolo nudo tra cui: contenitori in plastica, rottami in ferro, pneumatici fuori uso, bombole di gas, rifiuti ingombranti etc.. Al riguardo, la ditta non è risultata in possesso di un contratto di convenzione con ditta specializzata, né di un registro di carico e scarico rifiuti e tantomeno dei formulari di identificazione dei rifiuti. Per tale violazione è stata elevata sanzione amministrativa, ai sensi del Testo Unico Ambientale, per un importo pari a circa 2000 euro.

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Attualità

Castelvolturno. Uccide il figlio della compagna: novità dal GIP

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In data 2 febbraio 2021, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, all’esito di una celere attività d’indagine svolta nell’immediatezza dei fatti, mediante l’ausilio di personale del Comando Stazione Carabinieri di Castel Volturno, disponeva il decreto di fermo nei confronti di K.O., cl. ’95, cittadino nigeriano.

L’indagato veniva fermato in quanto gravemente indiziato dei delitti di omicidio volontario, consumato il 2 febbraio u.s., ai danni di un bambino di due anni (figlio della sua convivente) e di naltrattamenti in famiglia commessi in danno della convivente e del figlio di quest’ultima.  Dalle indagini svolte emergeva che il bambino era stato brutalmente picchiato dal soggetto fermato, tanto da subire plurime lesioni sul volto e sul cranio, in particolare nella regione frontale alta sinistra, in  regione periorbitaria sinistra, gota sinistra e destra, orecchio destro e sinistro, sino all’arresto cardiorespiratorio del bimbo presso l’ospedale di Castel Volturno, ove era stato portato dalla madre disperata.  Tale condotta, dagli esiti letali, costituiva l’ultima feroce e crudele estrinsecazione della violenza inaudita da parte del fermato, maltrattamenti mai denunciati prima dalla madre del piccolo, per timore delle  reazioni violente da parte dell’indagato, vivendo la donna in uno stato di soggezione e sopraffazione.

Il GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, al termine dell’interrogatorio di garanzia  dell’indagato, condividendo il quadro gravemente indiziante, convalidava la misura pre-cautelare disposta dal Pubblico Ministero ed emetteva ordinanza di custodia cautelare in carcere per i delitti contestati.  Le indagini sono ancora in corso per ricostruire ogni possibile dettaglio della dinamica criminale che ha portato alla morte del bambino.

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Campania

Adesca minori sui social e tenta di ottenere materiali pedopornografici: in manette un 30enne di Castel Volturno

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I Carabinieri della Compagnia di Ischia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, nei confronti di un 30enne di Castel Volturno, ritenuto responsabile dei reati di adescamento di minorenni, tentata pornografia minorile e detenzione di materiale pornografico commessi nei confronti di un minore di 14 anni.

Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Ischia e coordinate dal Sost. Proc. Dott.ssa Cristina Curatoli della IV Sezione Fasce Deboli della Procura della Repubblica di Napoli, hanno permesso di ricostruire che l’arrestato, da febbraio 2020, aveva adescato il minore attraverso Telegram e Whatsapp, inviandogli foto intime e tentando di ottenere dallo stesso esibizioni pornografiche attraverso videochiamate e messaggi.

L’attività investigativa è scaturita da una dettagliata denuncia della madre della vittima, che si è immediatamente rivolta ai Carabinieri dopo aver scoperto che il proprio figlio stava intrattenendo delle conversazioni in chat a sfondo sessuale con un adulto.

Le indagini, eseguite con escussione di testimoni, perquisizione e sequestro di apparecchiature informatiche, nonché consulenze tecniche, hanno inoltre consentito di rinvenire, nello smartphone del 30enne, un ingente quantitativo di materiale pedo-pornografico, costituito da 114 immagini e 136 video dal contenuto pedo-pornografico.

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