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CAIVANO. Plesso Bellini pericolante e l’Amministrazione racconta favole

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CAIVANO – Solito copione e solita Comunicazione. L’Amministrazione Falco ci ricasca di nuovo e il modus operandi è sempre lo stesso. Prendere in giro la cittadinanza informandola su cose non vere o non del tutto vere. Ma veniamo ai fatti.

Tutto nasce dalla denuncia di alcuni genitori sul fatto che al Plesso Scolastico Bellini i bambini non sono potuti rientrare a scuola in presenza per colpa di una rottura di un tubo idrico che passa nell’abitazione dell’ex custode della struttura.

Ai ripari, attraverso facebook, è giunto il Consigliere Marcantonio Falco in qualità di Presidente della Commissione della IV Commissione – per la serie: la giunta che la teniamo a fare? – che rassicurava la cittadinanza caivanese che il danno era innocuo, che si era subito corso ai ripari e che da lì a breve, i bambini sarebbero tornati tra i banchi di scuola in tuta sicurezza.

Post di Marcantonio Falco

Peccato però che lo stesso consigliere, date anche le varie proteste dei genitori che hanno potuto appurare con i propri occhi l’entità del danno, ha dovuto fare marcia indietro a distanza di due giorni e comunicare, sempre attraverso lo stesso social, che hanno scoperto una crepa nel muro e che la sicurezza dei bambini per quest’amministrazione è al primo posto.

Peccato che due giorni prima, al primo posto per l’amministrazione, a detta dello stesso consigliere, era il recepimento dei fondi sovracomunali che potessero permettere i lavori di riqualificazione delle strutture scolastiche, facendo intendere che sarebbe stata questione di giorni, salvo poi scoprire che aspettano i bonus Covid che piovono dal cielo perché di progetti e intercettazioni fondi manco a parlarne.

Post di Marcantonio Falco dopo due giorni

In realtà i fatti e le indiscrezioni dicono altro. Alcuni genitori accorsi sul posto, in realtà, hanno minacciato esposti in Procura per vederci chiaro e la politica caivanese è corsa ai ripari per mitigare la rabbia dei genitori e trovare una soluzione prossima al problema. Ma non è questo il modo di fare poltica.

Quest’Amministrazione si preoccupa solo di saldare e in fretta i debiti agli ex dipendenti comunali che hanno vinto i contenziosi e chissà perché. A quest’amministrazione manca una visione programmatica dei problemi della città. Non si può amministrare cercando continuamente toppe ai problemi che si presentano giorno dopo giorno senza avere uno stralcio di lungimiranza e programmazione.

In tutto questo cosa fa l’opposizione? Nulla. Unico a stracciarsi le vesti è solo il Consigliere Gaetano Ponticelli che, demagogicamente o meno, accende i riflettori sul problema.

Un tipo di opposizione blanda che lascia intendere a chi ha l’occhio clinico che nessuna lotta viene imbracciata per nulla. Sembra che ognuno di loro abbia interesse su un ramo specifico e che certi temi non debbano essere toccati per non guastare equilibri interni alla stessa opposizione. In poche parole, tutto tace e la città langue. Che Dio assista i caivanesi.

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CAIVANO. Caso Arcella: rinviati a giudizio i due medici che operarono Raffaele

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La famiglia di Raffaele Arcella, morto dopo un intervento di bypass gastrico due anni fa, chiede giustizia per il 29 enne e si costituisce parte civile nel processo.

Ricoverato presso la clinica Trusso di Ottaviano, le condizioni del ragazzo peggiorarono quando fu ricoverato per la seconda volta, tanto da esser trasferito in terapia intensiva al Secondo Policlinico di Napoli.

Dopo dieci giorni il suo peggioramento fu irreversibile e morì. L’autopsia confermò, poi, che a causare il decesso era stata una peritonite perforante allo stomaco. Probabilmente il tutto si sarebbe potuto evitare con un percorso più attento: innanzitutto Raffaele presentava dei chili di troppo, nonostante non fosse obeso. Di conseguenza prima di effettuare un bypass gastrico secondo la S.I.C.OB (Società italiana della chirurgia dell’obesità e delle malattie metaboliche) andava seguito un percorso preliminare atto a ponderare il peso per poi valutare la possibilità di operare.

Negligenza, imprudenza e imperizia” sono questi i tre capi d’accusa che, presso il Tribunale di Nola, hanno portato il rinvio a giudizio, dinanzi alla dottoressa Zingales il prossimo 22 Settembre, i due medici indagati.

Nel frattempo i genitori di Raffaelle, nella voce del padre Antonio, ricordano il figlio così: ” Ciò che gli è accaduto è inaccettabile. Ogni giorno lo penso, ha lasciato un vuoto incolmabile. Spero che errori del genere non capitino più

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Caivano. Sequestrato immobile per un valore di 250mila euro

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I carabinieri della tenenza di Caivano hanno eseguito questa mattina un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Napoli nei confronti di un immobile riconducibile a Luigi Rocco, 57enne ritenuto vicino al clan Ciccarelli, già detenuto.
I sigilli sono stati posti su una palazzina di 3 piani del valore di 250mila euro, sito in Via Rosano, nel comune di Caivano. Il provvedimento scaturisce da una proposta di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dai militari che hanno documentato una sproporzione del reddito dichiarato e quello effettivamente spese per l’acquisto e la ristrutturazione dell’immobile

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Caivano. Nominato il nuovo capogruppo di Italia Viva

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Dopo il passaggio al gruppo misto di Giovanna Palmiero che ha causato, il Segretario pro tempore del partito “Italia Viva”, Raffaele Sirico ha indicato il nuovo profilo che sostituirà l’ex capogruppo Palmiero.

Il profilo scelto dal Segretario è la Consigliera Comunale Maria Falco.

Il nuovo capogruppo e Consigliera Comunale Maria Falco di Italia Viva è stata eletta alle amministrative di Caivano con 448 voti

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