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Sant'Antimo

Incendio in una sartoria a Sant’Antimo: danneggiati tutti i vestiti

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Momenti di paura nella serata di ieri, giovedì 6 gennaio, a Sant’Antimo, nella provincia di Napoli, dove un incendio ha colpito una sartoria situata lungo la via Appia. Sul posto, allertati dalla centrale operativa 112, sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania che, a loro volta, hanno allertato i vigili del fuoco: i pompieri hanno domato le fiamme, ma non sono riusciti ad impedire che il rogo causasse ingenti danni al locale e che distruggesse tutti i vestiti contenuti. L’area interessata dall’incendio è stata posta sotto sequestro, mentre i carabinieri hanno fatto partire le indagini per individuare le cause del rogo: al momento non si esclude nessuna ipotesi

A Giugliano, i militari della sezione radiomobile della locale compagnia hanno invece scoperto un’officina abusiva nella quale si smontavano le automobili rubate nella provincia partenopea per ricavarne pezzi di ricambio da rivendere. I carabinieri, in via San Francesco a Patria, hanno scoperto un edificio coperto dalla vegetazione in un’area apparentemente abbandonata: al suo interno, due uomini stavano smontando una vettura. I militari hanno scoperto altre 24 automobili e 7 targhe, tutte precedentemente rubate: i due, un 40enne e un 38enne di Melito, sono stati arrestati per riciclaggio e portati nel carcere napoletano di Poggioreale, dove sono reclusi in attesa di essere giudicati.

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Cronaca

Sant’Antimo, bomba davanti alla caserma dei carabinieri: denunciati due ragazzini

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Nella serata di ieri quella che voleva essere una bravata è costata cara a due ragazzini: a Sant’ Antimo in provincia di Napoli, due minori di appena 14 e 13 anni hanno fatto esplodere una bomba davanti alla caserma dei carabinieri.

I Carabinieri della tenenza di Sant’Antimo hanno denunciato a piede libero per vilipendio, lancio e detenzione di materiale esplosivo illegale un 14enne e segnalato il suo amico complice che ha solo 13 anni. I minori sono entrambi di Sant’Antimo.

Il tutti si è verificato nella serata di ieri, domenica 16 gennaio, intorno alle ore 23. I due ragazzini, secondo quanto riportato da un comunicato dei carabinieri, hanno fatto esplodere un ordigno artigianale sotto il muro perimetrale della caserma, dopodiché si sono dati alla fuga.

L’ipotesi dei militari è che si trattasse di una bravata di cui vantarsi con gli amici. Tuttavia ieri sera sono partite immediatamente le indagini dei carabinieri, che inizialmente pensavano si trattasse di un evento molto più grave. Dopo aver analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza della Tenenza, i militari dell’Arma si sono messi alla ricerca dei due minori.

Poco dopo i Carabinieri hanno trovato i due giovani nel centro cittadino e li hanno accompagnati in caserma. Una volta identificati, i ragazzini sono stati denunciati e affidati ai genitori. Nessun danno è stato registrato per la caserma.

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Politica

SANT’ANTIMO. PD: “Apertura al M5S. Italia Viva senza riferimenti territoriali”

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SANT’ANTIMO – Stamattina intorno alle 9 del mattino si è svolto il congresso cittadino del PD. L’evento è stato indetto per creare un nuovo direttivo e cercare di aumentare gli iscritti della sezione territoriale cominciando a programmare il futuro politico della città che, al netto di ulteriori imprevisti, la cittadinanza dovrebbe impossessarsi nel prossimo maggio 2022.

All’evento erano presenti nuovi e vecchi iscritti così come anche alcuni ex consiglieri comunali come Massimo Buonanno e Salvatore Damiano. Alla fine delle votazioni il direttivo del PD cittadino risulta così composto: Luigi Verde (Presidente del Circolo), Nicola Sequino (Tesoriere), Massimo Buonanno, Salvatore Damiano, Gabriele Pappadia, Domenico Carlea, Francesco Mincone, Gennaro Anatriello, Giulia Di Giuseppe e Francesca Damiano. Eletto Segretario della sezione Salvatore Pedata.

Stamattina le telecamere di Minformo TV sono state lì a seguire l’evento e subito dopo lo scrutinio hanno potuto catturare alcune dichiarazioni del neo segretario che prontamente, senza indugio, ha aperto ad un dialogo con il Movimento 5 Stelle in stile governo giallorosso, per intenderci. Infatti è ormai noto che il nome del candidato a Sindaco avanzato dalla base grillina è quello di Arcangelo Cappuccio ma che con molte probabilità potrebbe naufragare alla prima nomina in un ipotetico tavolo di consultazione, ecco perché il partito di Letta non scopre le sue carte ma si dichiara aperto al dialogo e al confronto di idee sulle linee programmatiche.

A differenza del Movimento 5 Stelle, il segretario del PD Salvatore Pedata non vede di buon occhio un’alleanza con Italia Viva che a suo dire addirittura mancherebbe di propri riferimenti sul territorio. Segno tangibile questo che i Russo in città, alle ultime regionali, non hanno lasciato il segno né tanto meno hanno fatto breccia nei cuori dei vertici renziani, visto che allo stato attuale, nessuno di questi ultimi si è permesso di investire qualcuno sul territorio che potesse avviare delle trattative a nome del partito.

Di questo passo il centro sinistra rischierà di andare spaccato alle prossime elezioni, visto che il personalismo di chi ha creato solo sfaceli sul territorio continua imperterrito a formare divisioni. Stiamo parlando della parte riconducibile all’ex Sindaco Aurelio Russo che noncurante della sua situazione giudiziaria e della sua incandidabilità, continua a dare indicazioni sul futuro politico della città.

Infatti stando ad indiscrezioni, così come confermato dal collega Cacciapuoti, Aurelio Russo & C hanno individuato nel suo ex vicesindaco Nicola Marzocchella il proprio candidato a Sindaco, senza sapere se qualcuno vorrebbe formare una coalizione insieme a delle persone ritenute dalla quinta sezione della Corte d’Appello del Tribunale di Napoli assoggettate alla camorra.

Logicamente chi potrebbe godere di questa situazione è il centrodestra che unito e compatto cerca di uscire fuori dagli scandali Antemio e Cesaro. Il nome papabile alla guida del centrodestra arriverebbe dalla sponda opposta ed è quello di Peppe Italia, un nome spendibile solo però se si mette in atto una coalizione civica in stile Maresca della prima ora. Ovviamente adesso è ancora presto per parlare, non si conosce ancora la data delle elezioni e non si è nemmeno sicuri che si vada a votare in primavera ma una cosa è certa: gli addetti ai lavori scalpitano e noi staremo qui a raccontarvi gli spostamenti.

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Politica

SANT’ANTIMO. Asilo Nido. Il figlio del Sindaco si rivela il fake news man della città

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SANT’ANTIMO – È cominciata la campagna elettorale e sul territorio si cominciano a ravvisare già le prime vetrine elettorali. Di solito chi si mette in vetrina per primo è chi possiede prodotti da smaltire, merce rimasta negli scantinati e che oramai non rispetta più i canoni dell’attualità sociale o della moda. È quello che accade nella città di Nicola Romeo a distanza di sei mesi da quella che dovrebbe essere il periodo naturale delle prossime elezioni elettorali, dove la cittadinanza santantimese si riapproprierà della vita politica della città.

Un certo Domenico Russo noto come il figlio del Sindaco Aurelio – quello sciolto per infiltrazioni camorristiche e ritenuto dal giudice della quinta sezione civile della Corte di Appello assoggettato alla camorra (leggi qui) – da diversi giorni, gli è presa la mania dell’influencer, pur di farsi notare dal resto della città che non l’ha votato alle scorse elezioni regionali. Nello specifico, ieri, prende al balzo un piccolo disservizio causato dal settore comunale, inerente l’asilo nido, per vomitare demagogia e populismo della peggiore specie, attraverso il proprio profilo facebook, anche ai danni della ditta gestore dell’asilo che proprio in questo caso colpe non ne ha.

L’aspirante politico, non avendo mai ricoperto nessun ruolo in vita sua nella vita politica neanche del circolo della madonna dell’Arco del territorio, tranne una piccola parentesi da consigliere di opposizione, forse non sa che prima di dare adito ai polpastrelli di muoversi sulla tastiera, oramai consumata e intrisa di personalismo illusorio, deve prima informarsi, conoscere, studiare le normative per poi poter scrivere, possibilmente in italiano corretto. Ma veniamo ai fatti

Venerdì scorso quasi in orario di chiusura dell’asilo nido, per colpa delle forti bombe d’acqua, all’interno della struttura di proprietà comunale si è avuto un corto circuito che ha fatto andare in tilt l’intero impianto elettrico. Fortunatamente vista l’ora di chiusura nessun disservizio legato alle famiglie o bambini è stato registrato e quindi le coordinatrici della ditta che gestisce la struttura hanno immediatamente avvisato il Responsabile comunale che, in continuo contatto con le maestranze della cooperativa, nella giornata di domenica informavano le stesse che era stato ripristinato lo stato dei luoghi. Solo ieri mattina, coordinatrici ed educatrici si sono potute accorgere che oltre il cancello automatico non funzionavano neanche i condizionatori atti a riscaldare gli ambienti. Caso ha voluto che oltre al malfunzionamento delle ante elettriche del cancello c’è stato anche un blocco della serratura di quello pedonale e pertanto alcune mamme hanno dovuto aspettare fuori scuola il potenziale ingresso alla struttura. Ovviamente le coordinatrici appurato lo stato dei luoghi, in realtà non ripristinato, solo nella mattinata di ieri (lunedì ndr), hanno deciso di avvertire i genitori del disservizio invitando loro di riportare i propri bambini a casa.

Morale della favola? Nessun disservizio è stato causato dalla ditta che gestisce l’asilo nido, il comportamento delle coordinatrici della struttura è stato eccellente, rispettando tutto quanto previsto dal proprio ruolo, informando celermente il Responsabile del Settore comunale e ricevendo dallo stesso la comunicazione del ripristino dello stato dei luoghi.

Allora perché nel suo post il cosiddetto aspirante politico, noto anche come il passacarte dell’Assessore Regionale Nicola Caputo, attacca la ditta facendo leva anche sulle rette mensili? Semplice, non c’è argomento più demagogico delle tasche dei contribuenti ed è facile toccare certi argomenti per sensibilizzare l’utenza social verso il proprio profilo, specialmente se si covano sogni di gloria. Ovviamente sogni che possono essere perseguiti solo se il papà verrà condannato anche in cassazione, in maniera contraria si potrebbe anche assistere ad una lotta familiare seria per accaparrarsi un ruolo di rilievo nella prossima campagna elettorale.

Altra fake news lanciata dall’aspirante politico è quella che la ditta gestore del bene comunale pressi i genitori dei bambini affinché paghino in tempo utile le rette mensili. Sempre per il principio di cui sopra – informarsi prima per poi fare il leone da tastiera – il figlio dell’ex sindaco forse non sa che la ditta è leader nel settore della gestione asili e attualmente gestisce ottantatré strutture su tutto il territorio nazionale fatturando decine di milioni di euro annui, figuriamoci se un ufficio di piano come quello della ditta gestore ha tempo per pressare le famiglie a pagare le rette dell’asilo nido di Sant’Antimo.

Questo modus operandi dei moderni politici, basato sul populismo e sulla demagogia, legato all’uso frenetico dei social, ha portato il livello del dibattito pubblico ai minimi storici e tutto questo non fa altro che allontanare la gente dalla vita pubblica incrementando la fuga di professionisti competenti dal territorio, lasciando alle liste elettorali un’orda di indolenti affetti da sindrome Dunning Kruger.

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