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Cronaca

Tragedia in strada: 34enne perde la vita cadendo da un cavalcavia con il suo furgone

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Un vero e proprio dramma quello avvenuto lungo la SP 691 in direzione Lioni, nell’Avellinese, dove un uomo ha perso la vita precipitando con il suo furgone da un cavalcavia per circa 30 metri.

Secondo le prime informazioni, alla guida del veicolo vi era un 34enne originario di Calabritto, il cui cadavere è stato recuperato con il supporto di una squadra S.A.F. intervenuta dal distaccamento di Eboli.

Inoltre, sono intervenuti sul posto i Vigili del Fuoco, i sanitari del 118, oltre ai carabinieri delle stazioni di Calabritto e di Montella per i rilievi del caso.

Cronaca

Prepara una torta all’hashish, la mamma ignara la assaggia e finisce in ospedale

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Una leggera torta al pan di spagna e riso soffiato ma con un po’ di hashish in aggiunta, per far provare la nuova torta agli amici. Ma il fato, beffardo, ha voluto che ad assaggiare il dolce preparato da un 21enne di Correzzola, in provincia di Padova, siano stati gli ignari genitori.

La mamma si è subito sentita male, trasportata d’urgenza al Pronto soccorso dell’Ospedale di Piove di Sacco. Qui le sono stati fatti tutti i test, scoprendo a sorpresa che nel sangue della donna c’erano tracce di stupefacenti.

I genitori, vista la torta in frigo, hanno deciso di staccarne un morso. Solo dopo i primi bocconi si sono accorti di un sapore particolare. La situazione è stata segnalata ai carabinieri della Stazione di Piove di Sacco, che si sono recati all’abitazione della Bassa in cui vive la famiglia. Il giovane, messo di fronte alle sue responsabilità, ha confessato di avere “arricchito” la ricetta con l’hashish. I militari dell’Arma hanno quindi segnalato il 21enne alla Prefettura di Padova come consumatore di stupefacenti.

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Cronaca

Carcere di Carinola (Ce), detenuto aggredisce agente della Penitenziaria con un punteruolo

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Caos carceri. Un agente della Polizia Penitenziaria è stato ferito da un carcerato nella Casa Circondariale di Carinola, in provincia di Caserta.

L’aggressione è avvenuta nel corso di una perquisizione: il prigioniero aveva con sé un punteruolo – ben occultato – con il quale ha colpito il poliziotto.
Non preoccupano le condizioni dell’agente che risulta essere stabile.
E’ stato il sindacato Uspp a denunciare quanto accaduto: “Ormai in Campania si combatte una guerra quotidiana – afferma Ciro Auricchio, segretario regionale dell’Uspp – e, in questo marasma generale, a farne le spese sono i poliziotti penitenziari con turni massacranti e continue aggressioni. A Carinola come in altri istituti della regione la situazione è davvero preoccupante. Più volte abbiamo segnalato che bisogna intervenire con il legislatore per annullare i benefici di legge per chi si rende protagonista di aggressioni al personale, con l’inasprimento delle pene. A Carinola mancano 70 agenti”.

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Cronaca

Medico di famiglia aggredito da un paziente con calci e pugni al volto e al corpo nel Napoletano

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“Un episodio vergognoso che non deve restare impunito”. Gridano dalla sezione campana della Federazione Italiana di Medici di Medicina Generale (Fmmg) in relazione all’aggressione subita dal dottor Antonino Belfiore, colpito ripetutamente da un paziente all’interno del suo stesso ambulatorio a Massa Lubrense, nel napoletano.

Il medico, da poco rientrato in studio dopo una visita domiciliare, all’improvviso, è stato aggredito con colpi al volto e al corpo.

“Il collega – sottolineano Luigi Sparano e Corrado Calamaro a Il Mattino – è stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Sorrento, a testimonianza della violenza usata nei suoi confronti”.

“In un momento storico in cui il sistema sanitario nazionale si trova ad un bivio, il lavoro instancabile e la dedizione dei colleghi rappresentano un pilastro fondamentale per il rispetto del diritto alla salute”, proseguono. “È inaccettabile che coloro che dedicano la propria vita alla cura degli altri debbano affrontare minacce, aggressioni e atti di intimidazione. Ogni atto di violenza contro i medici non solo compromette la loro sicurezza personale, ma mina anche la qualità e l’efficienza delle cure fornite ai pazienti, con conseguenze gravi per l’intero sistema sanitario”. Infine, “la violenza non trova mai giustificazione. Dobbiamo lavorare insieme per promuovere una cultura di rispetto e riconoscenza verso chi, ogni giorno, si impegna per salvare vite e alleviare sofferenze”.

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