Che un giudice sia costretto a intervenire sull’individuazione di un candidato sindaco che prima viene scelto dalla base dei Cinque Stelle e poi il vertice dei Cinque Stelle lo esclude fa capire che c’è qualcosa di anomalo che sicuramente non condivido“.

Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine dell’incontro sul Decreto Minniti promosso dalla Fondazione Premio Napoli commenta la decisione del tribunale di Genova che ha dato ragione a Marika Cassimatis che era stata esclusa dal Movimento, per decisione di Beppe Grillo, preferendo Luca Pirondini.

Il numero uno di Palazzo San Giacomo evidenzia la necessità di avere una base reale, “non si può affidare tutto ai social. Abbiamo compreso in questi anni che è un movimento che tende a reprimere il dissenso, se uno la pensa diversamente viene espulso. La linea politica è guidata da una società, al cui vertice legittimamente c’è Davide Casaleggio insieme a Grillo”. “È un movimento”, conclude il leader di DemA, “che fino ad ora ha avuto la sua forza più nell’antipolitica che nella costruzione di una proposta politica perché laddove poi si è trovato a governare non sempre la classe dirigente ha saputo coniugare novità ad affidabilità, anzi proprio la novità è venuta meno insieme con l’affidabiltà di governo”.

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