Potremo presentarci a discutere di federalismo se ci presentiamo con il Sud a testa alta – ha detto il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, concludendo il dibattito consiliare -, dobbiamo presentarci come una classe dirigente che fa la sua battaglia con competenza, con risolutezza e con civiltà.

Le Regioni del Nord, ma c’è una differenza anche tra Veneto e Lombardia, dove c’è maggiore attenzione per l’unità di Italia, spingono per trasferire maggiori competenze e, dopo cinque anni, i residui fiscali.

Questo significa imboccare la strada della rottura della unità di Italia.

Di fronte a ciò dobbiamo tenere insieme l’art. 116 sul regionalismo differenziato e l’art. 119 che prevede sistemi per garantire la perequazione e la coesione sociale.

Per questo la Campania ha chiesto di partecipare al tavolo dei procedimenti per l’autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna per comprendere quale sarà il punto di caduta dell’autonomia.

Innanzitutto occorre porre in essere una piattaforma politica che si basa sul presupposto di un’operazione verità per l’Italia sui fondi destinati alle regioni del nord e del sud su sanità, servizi alla persona, istruzione, per partire dalla realtà vera dell’Italia; poi, il tema della spesa storica, che significa orientare i fluissi delle risorse pubbliche sulla base dei servizi che sono stati garantiti sui territori, ma rispetto per la spesa storica ma fondo di incentivazione per le amministrazioni virtuose del Sud; sui costi standard bisogna accettare la sfida ma sapendo che, anche qui, abbiamo un divario di civiltà, quindi necessita un fondo dedicato per le amministrazioni virtuose del Sud; fondo perequativo per recuperare gli standard di civiltà nel Sud; fondo per la coesione, ovvero per l’unità nazionale, per recuperare i divari settoriali e di sviluppo tra nord e sud, cioè l’esatto contrario di ciò che sta facendo l’attuale Governo.

Sono certo che anche le Regioni del Nord condivideranno questo percorso basato sulla civiltà, sulla competitività, sulla gestione virtuosa delle risorse e sulla coesione in un’Italia unita”.

Il Presidente De Luca ha anche sottolineato:

L’Italia ha perso 1 miliardo e 700 milioni di euro a causa della apertura della vertenza “sgangherata” contro l’Europa da parte del Governo Lega-5Stelle e la manovra finanziaria peserà come un macigno sul futuro dell’Italia perché le clausole di salvaguardia previste dall’Ue, se non rispettiamo il 3% di deficit, l’Italia dovrà trovare 23 miliardi di euro che saranno di lacrime e sangue, dato che la manovra non solo non crea sviluppo ma crea recessione.

Questa manovra ha una drammatica criticità: non dà alcuna risposta alla necessità di creare lavoro; per gli investimenti non c’è nulla e vengono bloccate le grandi opere, come la Tav.

In questo contesto, la Regione Campania ha fatto registrare un aumento del pil, è cresciuta il doppio della Lombardia, e continueremo a lavorare in questa direzione per creare lavoro e realizzare opere.

La Regione Campania ha investito più di quanto il Governo nazionale ha previsto di investire nel 2019, ha investito sull’acquisto del materiale rotabile, sulla portualità turistica, sul piano lavoro per assumere giovani e rinnovare la pubblica amministrazione”.

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