GIUGLIANO – A quattro mesi dalle elezioni, dopo un intero lustro amministrato dal Sindaco Antonio Poziello, gli scenari non sono ancora chiari. Quel gruppo che in realtà doveva essersi già avviato sull’onda della critica costruttiva fatta durante la consiliatura Poziello rischia di sciogliersi come neve al sole, solo perché non è in grado di trovare la sintesi giusta.

Parliamo del centrosinistra che alcuni giorni fa, pur di far sentire la propria presenza sul territorio, scende con un manifesto di cui l’unica forza è rappresentato dal numero dei simboli posti sotto lo scritto. In realtà, il manifesto è pieno zuppo di retorica e verso la seconda metà si registra un attacco frontale a chi nello scorso editoriale ho ritenuto essere i principali fautori della tenuta del sindaco Antonio PozielloPasquale Casoria e Francesco Aprovitola – quest’ultimo molto interessato all’approvazione del Regolamento Edilizio, fortunatamente ancora non avallato dal legislativo giuglianese.

Dopo dure battaglie e non ultima la conferenza stampa che il gruppo del PD, insieme ad altre forze tennero all’interno della casa comunale, dove si dimostrò quanti fondi di Città Metropolitana aveva perso quest’amministrazione, il nome che fisiologicamente doveva uscire dal cilindro del tavolo del centrosinistra doveva essere quello di Nicola Pirozzi, nome che però, a quanto pare, da indiscrezioni raccolte da Minformo, non metterebbe ancora d’accordo l’intera coalizione.

In realtà i simboli posti sotto il manifesto del Comunicato Stampa del centrosinistra non sono quelli rappresentativi di una nuova coalizione ma sono stati posti solo per determinare chi ha effettuato un percorso condiviso che ha portato poi alla redazione di quel pensiero.

Anche perché il Movimento 5 Stelle non ha ancora ricevuto indicazioni dall’alto per potersi sedere o meno ad eventuali tavoli interlocutori e molto probabilmente non è escluso che anche alla prossime elezioni il gruppo pentastellato possa correre da solo.

Laddove, invece, i grillini giuglianesi, dovessero ricevere un segnale dai piani alti del Movimento che liberasse il gruppo verso una possibilità di alleanza col PD, allora lo scenario, per forza di cose, muterebbe ulteriormente e si dovranno di nuovo mischiare le carte. Ecco perché per quanto riguarda il centrosinistra, nulla è ancora scritto, soprattutto sulla sintesi che si dovrà trovare.

Per quanto riguarda l’attuale sindaco, in città si mormora anche di un suo possibile rientro nelle file del Partito Democratico, tanto è vero che non si ricorda una dichiarazione dura e determinata che vada contro il suo ex partito. Comunque vadano le cose però, Poziello sicuramente terminerà il suo mandato da sindaco e avrà tutto il vantaggio di condurre una campagna elettorale stando seduto nelle stanze dei bottoni, anche se l’elemento che lo teneva ben saldo alla poltrona, si è dissolto. Stiamo parlando del Regolamento Edilizio.

Il Consiglio Comunale ha dato ragione a chi ha denunciato direttamente in Prefettura che lo stesso doveva passare al vaglio della Commissione prima di finire in aula e così, grazie ai numeri che il Sindaco Poziello non ha, adesso il Regolamento Edilizio giacerà per diverso tempo sulle scrivanie della Commissione Urbanistica con buona pace dei Consiglieri comunali legati alle lobby del cemento.

Non si può pensare che prima ancora di approvare il PUC – questo è un altro fallimento della gestione Poziello – si potesse discutere di Regolamento Edilizio che altro non è un figlio naturale del Piano Urbanistico. Un atto che va redatto e approvato dopo aver rispettato i canoni imposti da Città Metropolitana attraverso il PTCP (Piano territoriale di coordinamento). Fortunatamente per i giuglianesi tutto si è concluso secondo il bene pubblico e non il bene dei soliti noti.

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