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De Luca: “Mi auguro che la distribuzione dei vaccini avvenga in tempi brevi”

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Consueto appuntamento del venerdì con il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ecco le sue parole: “Questa è stata la settimana di AstraZeneca, sulla quale ci è stata una cattiva comunicazione per quanto riguarda l’efficacia. Chi ha fatto quel tipo di vaccino, adesso sta bene. Sono state inoculate milioni di dosi, ma ci sono stati pochissimi casi, forse anche meno di una normale influenza. Nel frattempo, la Regione Campania ha raggiunto un altro record: un milione di dosi è già stato somministrato e circa il 40% ha già fatto la seconda dose, stiamo procedendo per il meglio. Mi rivolgo al Presidente del Consiglio Mario Draghi: con quale coscienza si possono togliere 210 mila dosi di vaccino ad una parte della popolazione? Mi rivolgo con rispetto anche al Presidente della Repubblica: Con quale coscienza si può accettare che nello Stato italiano si ignori l’articolo 3 della Costituzione? Dico queste cose, perché i cittadini devono essere orgogliosi di quello che è stato fatto finora, nessuno in Italia ci sarebbe riuscito, considerando le poche risorse a disposizione.

Abbiamo fatto un contratto con i produttori del vaccino Sputnik e abbiamo sentito delle bestialità a riguardo. La Baviera, che è una delle regioni più ricche della Germania e l’Austria, hanno già richiesto e ottenuto dosi del vaccino Pfizer. Con quale coscienza-e mi rivolgo al Governo italiano-ci concediamo il lusso di far dormire l’agenzia italiana con il farmaco? Quindi mi auguro che la distribuzione delle dosi avvenga in tempi brevi e non biblici. Se avessimo oggi un vaccino disponibile per i ragazzi tra i 16 e i 18 anni, avremmo fatto la vaccinazione anche a questa categoria. La precedenza deve essere data in questo momento non solo agli over 70 e agli over 80, ma anche alle categorie operanti nel settore del turismo”.

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Governo, ecco come cambia il Decreto rave: escluse le manifestazioni

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Arriva l’emendamento del governo relativo al decreto rave, che riscrive il testo e cambia anche il numero dell’articolo, dal 434 Bis al 633 Bis. In particolare, l’emendamento limita il reato a “chiunque organizza e promuove l’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici e privati, al fine di realizzare un raduno musicale o avente altro scopo di intrattenimento, quando dall’invasione deriva un concreto pericolo per la salute o l’incolumità pubblica, a causa dell’inosservanza delle norme su droga, sicurezza e igiene”.

Tuttavia, si specifica così il tipo di occupazione, escludendo quelle degli studenti o le altre manifestazioni pubbliche. Inoltre, così facendo, il nuovo reato 633 Bis risulta riferito a situazioni precise, collegate alla violazione delle norme in materia di sicurezza e igiene negli eventi, e a quelle sulle sostanze stupefacenti.

Pertanto, il nuovo testo riformula anche la norma, che già prevedeva la confisca obbligatoria, estendendo il provvedimento anche ai profitti dei rave party, per fungere da ulteriore deterrente. Resta invece la pena dai 3 ai 6 anni, soprattutto per chi organizza o promuove l’occupazione di terreni o edifici per lo svolgimento dei rave, con un’eventuale multa che va dai 1000 ai 10 mila euro.

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Manovra stipendi e giustizia sportiva: ecco cosa rischia la Juventus

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La bufera che si è abbattuta sulla Juventus, con le conseguenti dimissioni dell’intero Cda, costituito dal presidente Andrea Agnelli, dal vice Pavel Nedved e dall’amministratore delegato Maurizio Arrivabene, potrebbe lasciare degli strascichi alla società bianconera.

In particolare, l’inchiesta partita un anno fa sulle false fatture e sulle false comunicazioni sociali e al mercato, ha posto all’attenzione degli investigatori i bilanci di tre annualità, per i quali l’accusa ipotizza plusvalenze fittizie e manovre sugli stipendi dei calciatori durante la pandemia.

Intanto, a due giorni dalle dimissioni del presidente e dell’intero consiglio d’amministrazione, si registrano sul fronte penale eventuali richieste di rinvio a giudizio, per le quali si attende una decisione. Invece, sul fronte della giustizia sportiva, i tifosi ora si chiedono cosa rischi effettivamente la loro squadra.

Per quanto concerne la questione plusvalenze, essa era già stata oggetto di un’indagine della Procura sportiva, chiusa con la doppia assoluzione da parte degli organi di giustizia della Figc per la Juventus, così come per altri club.

Tuttavia, a preoccupare i vertici bianconeri, sono le scritture private tra la Juventus e i suoi calciatori, attraverso i quali si sarebbe ottenuto un taglio fittizio degli stipendi e una riduzione dei costi nei bilanci del 30 giugno 2020 e del 30 giugno 2021, omettendo la posizione debitoria nei confronti dei tesserati. Qualora la presunta falsificazione dei documenti contabili avesse consentito di ottenere l’iscrizione al campionato, c’è il rischio di pesanti sanzioni sportive che vanno da un’ammenda alle penalizzazioni in classifica o addirittura alla retrocessione.

Pertanto, detto della questione plusvalenze, che non dovrebbe preoccupare la Juventus in quanto già assolta in sede sportiva, è la manovra stipendi in epoca Covid-19 a far tremare la società torinese. Infatti, l’articolo 31 Comma 3 del codice di giustizia sportiva, prevede che la società che pattuisce con i propri tesserati o corrisponde comunque loro compensi, premi o indennità in violazione delle disposizioni federali vigenti, è punita con l’ammenda da uno a tre volte l’ammontare illecitamente pattuito o corrisposto, cui può aggiungersi la penalizzazione di uno o più punti in classifica.

Infine, lo spettro della retrocessione rappresenta un’ipotesi remota ma esistente, in quanto l’articolo 31 Comma 2 del codice di giustizia sportiva, punisce con la retrocessione la società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, ottenga l’iscrizione ad una competizione cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni vigenti. Quindi, per arrivare a tale scenario, bisognerebbe dimostrare che la Juventus è riuscita a iscriversi alla Serie A in una delle tre annate prese in esame, grazie alla contestata falsificazione dei dati contabili di bilancio.

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Guerra in Ucraina, la Von der Leyen dichiara: “Creeremo un tribunale ad hoc per i crimini della Russia”

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La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha così dichiarato su Twitter, in merito alla questione relativa ai crimini di guerra commessi dai russi:

“La Russia deve pagare per i suoi crimini orribili. Collaboreremo con la Corte penale internazionale e contribuiremo alla creazione di un tribunale specializzato per giudicare i crimini della Russia. Con i nostri partner, ci assicureremo che la Russia paghi per la devastazione che ha causato, con i fondi congelati degli oligarchi e i beni della sua banca centrale”.

Poi, aggiunge: “Si stima che i danni subiti dall’Ucraina siano attorno ai 600 miliardi di euro. La Russia e gli oligarchi devono risarcire l’Ucraina e coprire le spese per la ricostruzione, e noi abbiamo gli strumenti perché la Russia paghi. Abbiamo bloccato 300 miliardi di euro delle riserve della banca centrale russa, e congelato 19 miliardi di euro degli oligarchi russi”.

Intanto, nelle prossime ore, l’esecutivo europeo invierà ai Paesi membri una proposta ad hoc, per consentire che le responsabilità della Russia possano essere giudicate davanti ad una Corte.

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