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Sant'Antimo

SANT’ANTIMO. L’Associazione Anthimus presenta: “Il concerto per la rinascita”. Info e dettagli

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Imperdibile evento sabato 25 settembre Santuario di SANT’ANTIMO (NA)

Sabato 25 settembre 2021 alle ore 20 all’interno del maestoso Santuario di Sant’Antimo (in piazza della Repubblica) andrà in scena un concerto straordinario: “il concerto per la rinascita”.

L’Associazione culturale Anthimus, seguendo il motto della fenice “post fata resurgo” ha organizzato l’evento gratuito del 25 settembre per reagire al grande abbandono sociale e culturale in cui versa la città di Sant’Antimo promuovendo la bellezza della cultura e dell’arte come arma di riscatto.

Il Maestro Gennaro Desiderio, violinista partenopeo di fama internazionale, diplomato al prestigioso Conservatorio ‘San Pietro a Majella’ di Napoli, suonerà insieme all’Orchestra dei Giovani Filarmonici Pontini.

Una serata magica di fine estate in una suggestiva location in compagnia di uno dei più virtuosi violinisti italiani, acclamato ed apprezzato sui palcoscenici di tutto il mondo quale ambasciatore artistico dell’eccellenza italiana.

Ammirato per la sua raffinata musicalità, il maestro Gennaro Desiderio, da sempre riferimento del Maestro Giuseppe Vessicchio, si è esibito al fianco di artisti celeberrimi come Ennio Morricone, Lionel Ritchie, Amy Stuart, Milva, Fiorella Mannoia, Francesco De Gregori e Lucio Dalla, suonerà nella serata del 25 settembre con le giovani eccellenze pontine musiche di: Vivaldi, Chopin, Piazzolla ecc.

Una serata da non perdere a cui tutti sono invitati per raggiungere una dimensione di bellezza che riconcilia con la vita.

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Cronaca

SANT’ANTIMO. L’ex Sindaco Aurelio Russo incandidabile perché assoggettato alla criminalità locale

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SANT’ANTIMO – Niente da fare per l’ex Sindaco Aurelio Russo che nonostante le sue dichiarazioni di circostanza rilasciate anche in una trasmissione andata in onda su MinformoTV, dichiarandosi paladino della giustizia per il solo fatto di essere citato positivamente nella relazione della DDA dell’inchiesta “Antemio”, resta incandidabile e la Sentenza della Corte d’Appello parla chiaro.

L’ex Sindaco durante tutto il suo mandato è rimasto assoggettato e condizionato dalla criminalità organizzata locale.

Non c’è speranza per il centrosinistra santantimese, questa è un’onta che si porterà dietro ancora per parecchio tempo, l’estraneità totale ai fatti scatenanti lo scioglimento non sono stati dimostrati e così per Aurelio Russo comincerà l’oblio per due tornate elettorali e considerata l’età, si può benissimo affermare di aver chiuso in “bellezza” la sua carriera politica.

Così, ereditario della scuola politica del papà, comincia in salita anche la campagna elettorale del figlio Domenico Russo, che non ha mai nascosto le velleità di voler ricalcare le orme del padre. Sarà difficile a questo punto per i santantimesi correre ulteriori rischi alla prossima tornata elettorale, votando un altro Russo, visto che nonostante l’estraneità ai fatti di cronaca dell’ex Sindaco, comunque la carica del primo cittadino è rivestita da altri tipi di responsabilità che se gestite male ti consentono solo di far sciogliere anticipatamente il Consiglio Comunale.

La Corte d’Appello di Napoli ha confermato l’incandidabilità dell’ex Sindaco di Sant’Antimo Aurelio Russo che quindi non potrà partecipare “alle elezioni per la Camera dei deputati, per il Senato della Repubblica e per il Parlamento europeo, nonché  alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali che si svolgono nella regione nel cui territorio si trova il Comune di Sant’Antimo in relazione ai due turni elettorali successivi allo scioglimento stesso, una volta divenuto definitivo il provvedimento che ha dichiarato detta incandidabilità”.

Secondo la corte emerge uno scenario che indica come “Aurelio Russo non abbia posto in essere tutte le attività idonee e necessarie a fronteggiare l’intrusione delle organizzazioni criminali presenti nel territorio del Comune di Sant’Antimo, così finendo col restarne assoggettato e condizionato, lasciando la sua amministrazione aperta al predetto condizionamento. Il non compiuto esercizio da parte del reclamante dei poteri di indirizzo e di controllo nella gestione della cosa pubblica, come sintomaticamente desumibile dalle suindicate vicende, si ritiene, quindi sia stato, più plausibilmente che non, riconducibile alla condizione di soggezione, di subalternità al potere malavitoso in cui il ricorrente è venuto a trovarsi. In tal modo, l’agire del reclamante ha finito, colposamente, con il consentire, nel contesto operativo di una piccola realtà comunale presidiata dal pervasivo agire di più consorterie criminali, che l’ingerenza del potere malavitoso nell’attività del Comune potesse esprimersi nelle sue consolidate forme, il che è quanto basta per giustificare il provvedimento adottato dal Tribunale e, con esso, il rigetto del reclamo, con valore assorbente rispetto alle altre contestazioni pure poste a base della proposta e del provvedimento di incandidabilità”.

Nella sentenza è specificato come ci fosse una dedotta soggezione dell’istante alle pressioni di detta criminalità”. Come sottolineato anche in prima udienza dal Tribunale di Napoli Nord che aveva individuato “fenomeni di devianza amministrativa, finalizzati a favorire l’ingerenza della malavita locale sulla gestione dell’ente e dunque gli interessi criminali” e “l’ingerenza della criminalità organizzata nella vita amministrativa dell’ente ha trovato un puntuale riscontro, come prima già detto, anche nell’ambito dell’assegnazione degli appalti per lavori e servizi pubblici”.

Inoltre è emerso come “l’operato del Russo si è dimostrato colposamente deficitario, non avendo attivato i dovuti controlli sulle attività dei propri assessori, tanto più necessari nella degradata condizione in cui versava l’apparato organizzativo ed amministrativo dell’ente. Emblematica risulta sul punto la ripetuta, costante e sistematica ingerenza di imprese riconducibili alla criminalità organizzata nel settore delle onoranze funebre, altro ambito nel quale era ed è ricorrente la pervasiva azione delle consorterie criminali”.

Ciò è bastato per rigettare il reclamo di Aurelio Russo che quindi non potrà candidarsi alle prossime elezioni comunali che si terranno nel paese a nord di Napoli nella primavera del 2022. Attualmente il Comune di Sant’Antimo è guidato da una triade commissariale che ha dichiarato anche il dissesto finanziario a conferma della mala gestione politica avuta negli ultimi anni.

Si ringrazia il collega Francesco Saverio Petito per la stesura dei passaggi della Sentenza che potete leggere qui

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Politica

SANT’ANTIMO. Nominata la commissione che gestirà la liquidazione del dissesto finanziario del Comune: i nomi

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Ecco chi sono i rappresentati di questa nuova commissione straordinaria di liquidazione a cui, il Ministero degli Interni, ha affidato la gestione del dissesto finanziario dichiarato a fine luglio dal Comune di Sant’Antimo.

La nota pubblicata nella Gazzetta ufficiale:

Il Comune di Sant’Antimo (NA), con deliberazione n. 10 del 19 luglio 2021, esecutiva a sensi di legge, ha fatto ricorso alle procedure di risanamento finanziario, previste dall’art. 246 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Ai sensi dell’art. 252 del citato decreto legislativo n. 267/2000, e’ stata nominata, con decreto del Presidente della Repubblica del 23 agosto 2021, la commissione straordinaria di liquidazione, nelle persone del dott. Raffaele Sarnataro, del dott. Paolo Di Lorenzi e della dott.ssa Leondina Baron, per l’amministrazione della gestione e dell’indebitamento pregresso e per l’adozione di tutti i provvedimenti per l’estinzione dei debiti del predetto comune”.

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Cronaca

Sant’Antimo. Prima la rapina in Piazza e poi l’aggressione ai Carabinieri: arrestato un 39enne

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I carabinieri della Stazione di Grumo Nevano hanno arrestato per rapina impropria e resistenza a Pubblico Ufficiale un 39enne del Burkina Faso, già noto alle forze dell’ordine.

I militari, allertati dal 112, sono intervenuti a Sant’Antimo in piazza Cardarelli. L’uomo aveva tentato di rubare l’auto al suo legittimo proprietario minacciandolo. Al rifiuto della vittima di consegnargli le chiavi della macchina, ne è nato un diverbio e poi una colluttazione.

I carabinieri hanno bloccato il 39enne e lo hanno condotto in caserma, anche per procedere alla sua completa identificazione visto che era sprovvisto di documenti.

Senza alcun apparente motivo, l’arrestato ha colpito i tre militari presenti che sono riusciti immediatamente a bloccarlo.

Il 39enne, all’esito dell’udienza per direttissima, è stato condannato a 3 anni e 2 mesi di reclusione e tradotto al carcere di Poggioreale.

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