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CASAVATORE – Un murale contro la violenza e l’abbandono

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CASAVATORE – Complici sicuramente le infauste condizioni meteo, si è registrata una bassa adesione all’evento inaugurale del murale realizzato dagli studenti degli Istituti scolastici cittadini.

Presenti le Istituzioni con il Sindaco, l’assessore Imma Calvano e buona parte della maggioranza, oltre ad alcuni genitori ed insegnanti. Un’occasione per ribadire l’importanza di avviare i giovani ad un percorso di consapevolezza del valore del proprio territorio, di educare le nuove generazioni alla lotta senza quartiere alla violenza e al degrado, di diffondere forme di bellezza all’insegna della semplicità.

In un territorio da anni abbandonato a sè stesso, un barlume di speranza: nella realizzazione presenti tante piccole mani, virtualmente disponibili a rialzare chi dovesse essere rimasto indietro.

Non è mancato il solito episodio di vandalismo, con la parziale deturpazione ad opera di ignoti, pare in via di identificazione, anche se un segnale era già arrivato, giorni fa, con la presenza di alcune scritte a caratteri cubitali che avevano richiesto una parziale ricopertura.

Un atto ignobile che tuttavia nulla sottrae alla validità dell’iniziativa, anzi, invita ad una seria riflessione sulla necessità del contrasto alla povertà educativa, tematica che dovrebbe essere centrale in territori come questi, provati da anni di immobilismo e di abbandono.

Con la speranza che l’attuale amministrazione, attualmente in attesa del giudizio pendente da Palazzo Spada che potrebbe ribaltare il risultato elettorale, voglia continuare sulla strada intrapresa, restituendo ai colori altre zone buie del territorio. Legittimo attendersi che anche l’eventuale nuova compagine saprà dare risalto ad iniziative simili.

***per un errore di comunicazione diffuso a mezzo social, che non ha consentito a tutti gli interessati di partecipare, ci comunicano che l’evento verrà ripetuto in settimana***

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CASAVATORE – La politica naviga a vista, senza nocchiero.

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CASAVATORE – Ormai lontana l’eco della campagna elettorale, scomparsi dai radar programmi e buoni propositi, resta il degrado di un territorio senza più scuole, senza spazi, con un commercio alla canna del gas, senza l’ombra di pianificazioni o programmazioni.

In tale continua emergenza, il disagio è evidente: è sufficiente guardarsi intorno per capire. Il dissenso si percepisce ovunque, anche sui social, ma non solo. La “cura” Maglione non sta dando i risultati sperati. Cambi di lampadine a parte e qualche pezza a colori a strade e marciapiedi ormai consunti, di concreto c’è ben poco.

Si va a rilento, si scopre solo ora, dopo oltre un anno e mezzo di presenza in Consiglio, che c’è carenza di personale e di risorse. Persino le “braccia” preziose del RDC vengono sfruttate in maniera inadeguata e insufficiente.

La politica si è ritirata in buon ordine, anche se ci si aspetterebbe molto di più, considerato il traffico nella Casa Comunale, con un solo partito di fatto rimasto sul territorio, il PD, dopo l’incesto politico e la successiva fusione tra Idea Democratica e M5S, “sacrificatosi” generosamente solo per guadagnare un capogruppo e la presidenza di una importante Commissione (non è mai esistito infatti alcun percorso comune tra i due).

Si registrano qualche timida iniziativa dei democratici su temi di attualità sociale, nessuna attenzione al referendum sulla giustizia ormai alle porte e definitiva condanna a morte dei gazebo, ormai un felice ricordo, che era l’unico vero momento di collegamento tra attivismo e cittadinanza, incassato il rifiuto di fatto del M5S a confrontarsi a mezzo social.

Politica che retrocede così da attiva a passiva in un colpo solo. Lontano il tempo del resoconto e del “fiato sul collo”, ormai il M5S locale, con l’abbandono di tutti gli attivisti storici, si è ridotto ai soli due componenti presenti in Giunta e Consiglio. Di attivismo politico neanche a parlarne. Zero proposte, zero soluzioni, zero incontri sul territorio. Non va certo meglio sui social: sulle pagine ufficiali il confronto latita, e i LIKE non raggiungono neanche il numero dei vantati “attivisti”, limitandosi ai soliti tre o quattro aficionados e tifosi. Difficile, allora, credere ancora alla favola del gruppo compatto e coeso. Del resto, la politica tradizionale, quella “in presenza”, quella con la quale si è sottoscritto un patto di sangue unilaterale con tendenza al suicidio, continua a collezionare figuracce.

Dopo la vergognosa farsa della TARI sulle pertinenze, con la commedia in due atti il cui finale è ancora tutto da scrivere in attesa dell’esito dei ricorsi, ci si chiede che fine abbia fatto l’opposizione, ormai rappresentata solo da qualche gruppo di cittadini e comitati.

Tiene ancora banco la questione cimitero, anche se in realtà sarebbe il caso di evitare che il paese, già ridotto a dormitorio, in cimitero vi si trasformasse definitivamente.

Comunicazione ancora non pervenuta: accantonato anche il periodico “PUBBLICO” dopo un esordio non proprio entusiasmante , bloccato nel traffico il più volte nominato “manager della comunicazione”, si ha come l’impressione di vivere in perenne attesa: tra nomine pasticciate, proroghe, e ordinanze emesse e poi ritirate, si avverte tutto il dramma di un paese ormai lasciato a sé stesso. E forse all’incompetenza.

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Casavatore: nasconde 100 dosi di cocaina, arrestato 48enne

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Quando i Carabinieri hanno bussato alla sua porta poco dopo l’alba, Antonio Silvestri non ha saputo nascondere l’ansia. Di Casavatore, 48 anni da poco meno di un mese, Silvestri ha dovuto osservare i militari perquisire a fondo la sua abitazione. Sapeva dove era nascosta la droga ma sperava che l’occhio dei suoi ospiti inattesi non finisse anche in cantina.
La speranza è svanita quando, nascosto tra alcuni pacchi e buste, è spuntato un panetto di cocaina.
1 chilo e 70 grammi di sostanza pura il cui “taglio” avrebbe garantito oltre 1000 dosi e guadagni prossimi ai 50mila euro. Con la sostanza anche un macchinario per confezionare le dosi sottovuoto e un bilancino di precisione..
I carabinieri del nucleo investigativo di Napoli e quelli della stazione di Casavatore hanno dichiarato Silvestri in stato di arresto e lo hanno portato in carcere dove ora attende giudizio.
La droga sarà distrutta e con essa la possibilità di inondare di denaro e morte le piazze di spaccio della provincia.

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CASAVATORE: Chi di Spada ferisce, di Spada perisce?

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CASAVATORE – Un epilogo già scontato, l’esito del ricorso presentato all’indomani della vittoria sul filo di lana di Marino vs. Maglione.

Il vantaggio risicato aveva mosso l’entourage dell’attuale Sindaco verso la riconquista del “trono”, tanto ambito da giustificare un primo passaggio al T.A.R. e un successivo costoso approdo al Consiglio di Stato. Palazzo Spada, dopo un anno, ribalta il risultato e spodesta Marino. Che tuttavia ricorre a sua volta per “opposizione di terzo”, e il 12 aprile vede ulteriormente slittare la discussione.

Nulla di fatto, insomma. Toccherà aspettare ancora. In mezzo, un Comune praticamente ancora commissariato. In questi 18 mesi di alternanza il Paese è rimasto ingabbiato in un preoccupante immobilismo: è sufficiente girare per le strade ed ascoltare gli umori dei cittadini per capire che la promessa “rivoluzione” non solo non c’è stata, ma non è neanche iniziata. Ad ogni pietra smossa vien fuori un pasticcio, una mancanza, un errore, ordinanze emanate e poi ritirate nell’imbarazzo generale, lavori pubblici già finanziati che non decollano (i più datati rotatoria e campo sportivo, per non parlare di tutti gli altri), una scuola chiusa in attesa di capirne i motivi, patetici “show” di una politica che appare perlomeno disinformata (vedasi Consiglio Comunale sulla TARI relativa alle pertinenze, conclusosi con un nulla di fatto in maniera tutt’altro che dignitosa).

La politica appare assente, quasi disinteressata, in attesa di istruzioni (da chi, non è dato capirlo). La comunicazione sembra quella tipica delle popolazioni indiane, basata su segnali di fumo, quello dell’inconsistenza. Spesso incomprensibile e a singhiozzo. Eppure l’attuale amministrazione conosceva alla perfezione i problemi del territorio, dopo oltre un anno di consiliatura in opposizione e tanti strali lanciati contro la maggioranza, adesso tutti opportunamente ritirati. “Scusate, stavamo scherzando”, sembra di sentire.

Defunta e putrefatta ogni proposta, ivi comprese quelle dell’accordo tra i M5S e l’attuale Sindaco, ormai lettera morta, persa ormai ogni speranza per le Consulte e per le assemblee della partecipazione, scomparsa la figura del Garante dei Disabili, per non parlare di scuole, verde pubblico e decoro urbano. Il PUC “in fase di approvazione” rimane ancora un miraggio, il P.E.B.A. neanche a dirlo, la sicurezza nelle ore notturne non è certo migliorata, anzi: ignorati allegramente tutti punti dell’accordo ormai definitivamente riposto in un cassetto. E sono ormai passati 6 mesi, durante i quali le uniche priorità sono state le varie nomine. Anche se potrebbero esserci altre sorprese in vista del costituendo “staff”. Voci di corridoio, come spesso avviene.

In un paese praticamente al collasso, pur con centinaia di percettori del Reddito da poter impegnare (a Casavatore gli idonei sono oltre il doppio dei dipendenti comunali), non si riesce a garantire un minimo di normalità. Si è deciso, in più, di non puntare sui volontari, la cui collaborazione viene normativamente e puntualmente rifiutata. In questo marasma ci si aspetterebbe un’opposizione quantomeno feroce, o almeno agguerrita: invece sembra di trovarsi al cospetto di mansueti agnellini, che in maniera quasi sommessa chiedono, quasi senza disturbare, improbabili notizie che puntualmente vengono loro rifiutate, tanto da dover ricorrere all’accesso agli atti anche per una semplice informazione di servizio.

Nel frattempo, tra TARI sulle pertinenze sproporzionata, imposte sulla pubblicità e crisi economica, il commercio muore. Prorogata oggi, al fotofinish, anche la ricerca dei componenti del Comitato Generale per i festeggiamenti in onore del Santo Patrono. Senza riportare alcuna motivazione, come ormai di consueto. Forse perché non c’è nulla da festeggiare. Ma anche questo non sembra un problema. Le solite malelingue parlano di frizioni nella maggioranza.

Ma ai piani alti garantiscono che va tutto bene. A meraviglia. Per chi, però, non si è capito. O forse sì, visto l’aumento delle indennità per le cariche Istituzionali, passato nel silenzio generale.

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