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CASAVATORE – Un murale contro la violenza e l’abbandono

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CASAVATORE – Complici sicuramente le infauste condizioni meteo, si è registrata una bassa adesione all’evento inaugurale del murale realizzato dagli studenti degli Istituti scolastici cittadini.

Presenti le Istituzioni con il Sindaco, l’assessore Imma Calvano e buona parte della maggioranza, oltre ad alcuni genitori ed insegnanti. Un’occasione per ribadire l’importanza di avviare i giovani ad un percorso di consapevolezza del valore del proprio territorio, di educare le nuove generazioni alla lotta senza quartiere alla violenza e al degrado, di diffondere forme di bellezza all’insegna della semplicità.

In un territorio da anni abbandonato a sè stesso, un barlume di speranza: nella realizzazione presenti tante piccole mani, virtualmente disponibili a rialzare chi dovesse essere rimasto indietro.

Non è mancato il solito episodio di vandalismo, con la parziale deturpazione ad opera di ignoti, pare in via di identificazione, anche se un segnale era già arrivato, giorni fa, con la presenza di alcune scritte a caratteri cubitali che avevano richiesto una parziale ricopertura.

Un atto ignobile che tuttavia nulla sottrae alla validità dell’iniziativa, anzi, invita ad una seria riflessione sulla necessità del contrasto alla povertà educativa, tematica che dovrebbe essere centrale in territori come questi, provati da anni di immobilismo e di abbandono.

Con la speranza che l’attuale amministrazione, attualmente in attesa del giudizio pendente da Palazzo Spada che potrebbe ribaltare il risultato elettorale, voglia continuare sulla strada intrapresa, restituendo ai colori altre zone buie del territorio. Legittimo attendersi che anche l’eventuale nuova compagine saprà dare risalto ad iniziative simili.

***per un errore di comunicazione diffuso a mezzo social, che non ha consentito a tutti gli interessati di partecipare, ci comunicano che l’evento verrà ripetuto in settimana***

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CASAVATORE – TRA MAGGIORANZA FANTASMA E DEMOCRAZIA SOSPESA

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CASAVATORE – Una delle pagine più nere della politica locale: un esempio poco edificante di come NON debba essere il rapporto tra amministratori e cittadini. Dopo il rifiuto ad incontrare un gruppo di convenuti, non più di una ventina la cui intenzione, anticipata sui social e puntualmente riscontrata anche dal primo Cittadino, era semplicemente quella di consegnare allo stesso una petizione, la maggioranza, fatta eccezione per il Vice Sindaco ed un assessore, utilizzava infatti un ingresso secondario per aggirare il pacifico presidio (erano presenti anche le Forze dell’Ordine, in vista del Consiglio Comunale), sottraendosi letteralmente al confronto. La manifestazione naturalmente era stata regolarmente preavvisata alla Questura, ai sensi dell’Art. 18 del T.U.L.P.S., non era quindi presente “l’effetto sorpresa” a giustificare eventuali preoccupazioni.

L’esposizione della mozione dei consiglieri di opposizione, ad opera della consigliera Puzone del M5S, che rivendicavano l’applicazione dello Statuto Comunale nei punti relativi alla partecipazione popolare, veniva soffocata subito sul nascere dalla Presidente del Consiglio, senza possibilità di replica, quasi con fastidio, perché “non pertinente” e pertanto procrastinabile. La democrazia può attendere.

Nel regolamento è previsto, infatti, che nelle sedute destinate all’approvazione del bilancio non possano essere discusse questioni non inerenti all’ordine del giorno.

Approvazione del bilancio che, paradossalmente, non c’è stata, o meglio non completamente, con la richiesta di rinvio della seduta per l’evidente incapacità della maggioranza di approntare un documento in tempo utile in merito alla tariffazione, nonostante la diffida del Prefetto. Né possono valere le motivazioni, alquanto singolari, del rinvio stesso, attribuite ad improbabili sopraggiunte variazioni normative, atteso che sui 93 Comuni della Città Metropolitana solo 14 pare non abbiano ottemperato. Senza considerare che la prevista seduta di commissione per l’illustrazione del PEF e del bilancio, convocata prima dell’assemblea odierna, inspiegabilmente, non si è tenuta.

Il clima si è fatto rovente dopo le argomentazioni del Consigliere Palmentieri, le cui richieste di chiarimenti sono rimaste essenzialmente senza risposta o con evidenti lacune, generando palesi tensioni nella maggioranza.

L’imbarazzo dei vari funzionari d’area, chiamati a rispondere di pareri che attengono essenzialmente alla sfera politica, è apparso subito evidente. In tutto questo c’è da dire che, ancora una volta, fatta eccezione per un paio di interventi, l’intera maggioranza ha seguito in religioso mutismo tutta la seduta, limitandosi a rispondere all’appello o a sollevare timidamente l’avambraccio nelle occasioni di voto, tutte rigorosamente in solitaria e dall’esito scontato. Unico a riferire ovviamente, per l’argomento trattato, l’assessore al bilancio.

Ancora protagonisti la Puzone, che attribuiva al Sindaco un eccessivo ricorso ai tecnicismi e ai funzionari, evitando di sottoporsi alle necessarie risposte politiche, e Maglione, che ribadiva ancora una volta l’immobilismo dell’amministrazione e la scarsa attività istituzionale, nonostante sia trascorso quasi un anno dall’insediamento della classe dirigente. Notevoli anche gli interventi di Napolitano e Machiella, che sottolineavano il clima di scarsa democrazia esercitato dalla maggioranza con la forza dei numeri. Insomma, un’opposizione protagonista della scena, verso una maggioranza dominata da due soli consiglieri, sotto lo sguardo annoiato del Sindaco che evitava accuratamente di intervenire nella questione.

Unica nota positiva della seduta, l’annuncio inaspettato da parte del Consigliere Riccardi della RIDUZIONE delle tariffe TARI, tanto sbandierata in campagna elettorale, che sarà oggetto di revisione al ribasso, sempre a detta dello stesso consigliere, grazie alla regolarizzazione delle tariffe sulle pertinenze. Dettaglio non certo da poco, in un Comune sull’orlo del dissesto. Il tutto, pare, confermato dall’assessore competente. Una cosa è certa: SI PAGHERA’ MENO TARI.

A rovinare definitivamente la serata, è arrivata la dichiarazione di onnipotenza di un consigliere di maggioranza, che citava testualmente: “non siamo qui a chiedervi di votare per il rinvio o il bilancio, ci assumiamo noi tutte le responsabilità”. E ci mancherebbe. Non si capisce allora cosa si intenda per confronto politico. Del resto la matematica non è certo un’opinione. A questo punto non restava che abbandonare l’aula, mentre la politica tornava indietro di vent’anni, o meglio, di un ventennio.

Insomma, democrazia sospesa, in una Sala Consiliare trasformata da culla della stessa in feretro.

La diffida incombe, si torna in aula rimandati a settembre. Come a scuola. Speriamo che questa volta arrivino più preparati.

E anche oggi, i cittadini li ascoltiamo DOMANI. O mai.

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CASAVATORE – La parola ai cittadini. O forse no?

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CASAVATORE – ne è passata di acqua, sotto i ponti, da quel 5 ottobre che sancì la vittoria elettorale, per soli due voti, dell’attuale Sindaco.

Da allora, tuttavia, tra nomine e rimpasti, mal di pancia e porte sbattute nella maggioranza, l’attività comunale è apparsa del tutto irrilevante, fatta eccezione per le normali operazioni ordinarie anche queste ultime, purtroppo, gestite con evidente approssimazione. E a ben poco sono servite le numerose interrogazioni di un’opposizione fortemente critica, e le varie proposte tutte rimaste sostanzialmente senza risposta. PEC e richieste esplicite nelle pubbliche assemblee si sono sprecate senza successo, arenandosi nelle relative commissioni. Ciò di cui si avverte pesantemente la mancanza è il contatto diretto con i cittadini, cosa difficile da credere in un Comune di poco più di 1,5 chilometri quadrati con la densità di popolazione più alta d’Italia, e non solo. Non certo il contatto vecchia maniera, duro a morire, ampiamente sponsorizzato da buona parte delle amministrazioni nostrane, quello cioè della visita informale, della richiesta vis à vis o del messaggio personale, ma quello previsto dallo Statuto vigente: le assemblee dei cittadini e le Consulte di settore, regolamentate e descritte dettagliatamente dal documento normativo testé citato. Preziosi strumenti di confronto pubblico che potrebbero finalmente dare avvio a quel proficuo processo di collaborazione continuamente sbandierato da Sindaco, consiglieri di maggioranza e finanche un assessore, appelli riservati tuttavia ai soli membri dell’opposizione, connotati più da semplice apparenza e tentativi di screditare l’avversario politico che da reale ricerca di maggiore efficienza e trasparenza verso i cittadini. Ai quali non resta che prendere atto passivamente, a mezzo Albo Pretorio, di decisioni già assunte, senza neanche aver potuto esprimere un parere, un punto di vista, un suggerimento su dispositivi destinati tutto sommato a modificare le condizioni di vivibilità, si spera in meglio, del territorio in cui vivono. Un rifiuto categorico ed incomprensibile, insomma, del concetto di intelligenza collettiva capace di apportare solo benefici, se ben utilizzato, al Paese stesso. Si teme forse una sottrazione di potere per una mera attività consultiva? Non sarebbe da escludere, a questo punto, una modifica dello Statuto volta a cancellare definitivamente gli istituti di partecipazione, e azzerare così le polemiche, una volta per tutte. Tolta la norma, tolto il dolore.

Un guanto di sfida prontamente raccolto dall’opposizione intera, che ha presentato apposita mozione volta ad impegnare Sindaco e Giunta nell’immediato avvio delle Consulte e di tutti i sistemi di partecipazione popolare normativamente previsti dal vigente Statuto. A riprova che anche i lavori di assemblea hanno sinora evidenziato una sofferenza dovuta a scarsa volontà di cooperazione, resa ancor più monca dalla possibilità di confrontarsi con la cittadinanza per raccogliere istanze e necessità dai diretti interessati.

Sui social, intanto, un tam-tam che rimbalza su due storici gruppi Facebook locali, “Casavatore Segnala” e “Uniti per Casavatore”, invita i cittadini in piazza il 31 agosto alle 16,30, in occasione del Consiglio Comunale, per un sit-in di una rappresentanza ristretta di volontari (il Covid impone del resto una certa cautela) che consegneranno simbolicamente ad uno o più consiglieri, prima dell’inizio della seduta, le istanze relative alle Consulte e ad altre problematiche.

Da notare che, nella seduta del 31 agosto, si vota per l’approvazione del bilancio, in un Comune già diffidato dal Prefetto di Napoli, perché in notevole ritardo sulla tabella di marcia. Con la speranza che non ci siano ulteriori sorprese.

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CASAVATORE – Volano gli stracci, ma soltanto sui social.

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Casavatore: incalza la querelle estiva, complice la temperatura rovente, all’interno della maggioranza una e trina nel piccolo Comune all’ombra (in tutti i sensi) di Casoria. Un j’accuse insolitamente affidato al social di Zuckerberg quello di una consigliera di maggioranza, visto che nel civico consesso vige presumibilmente un oscuro divieto di esprimersi, uno sfogo che svela tuttavia il segreto di Pulcinella: un’amministrazione più attenta a nomine apicali che ai bisogni dei cittadini, a vantaggio di professionisti non residenti. Con risultati semplicemente non pervenuti in un Paese che attende ancora i miracoli promessi in campagna elettorale, e che deve adesso fare i conti con la fuga improvvisa finanche dei tifosi. Succede, quando in una stessa commedia si pretende di far recitare più attori protagonisti: ne viene fuori un pessimo film. In risposta al legittimo sfogo, arriva puntuale la prebenda da parte di un componente eletto nella stessa lista: nomina tu l’assessore che vuoi, che sia residente, e pace sia fatta. “Voglio vedere questa dove vuole arrivare”, sembra ribadire: do ut des o, se preferite, quid pro quo: ma teniamo insieme disperatamente i pezzi di questa maggioranza. Ci si domanda, legittimamente, ma per fare COSA? L’eutanasia politica di questo triumvirato, pardon, sodalizio, rimane a detta di molti, oggi ex sostenitori, l’unica scelta possibile per lasciar respirare un Paese massacrato dal cemento e dall’incuria, la cui situazione è palesemente peggiorata a causa dell’inconsistenza e dell’incompetenza di improvvisati personaggi, spesso alle prime armi, la cui unica utilità è stata la mietitura dei consensi. Sfruttati e buttati, insomma, per consentire a chi, da dietro le quinte, ne ha sempre guidato abilmente le mosse. Un teatro di marionette sempre più triste. Intanto un provvidenziale seppuku da parte dei vertici sembra un’opzione sempre meno lontana. Se harakiri dev’essere, ordunque, che lo si faccia in fretta. Antò, fa caldo.

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