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Napoli. Rissa a Forio, un dito amputato e un accoltellamento

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Rissa a Forio d’Ischia ieri sera in località Fortino all’altezza di un noto albergo della zona, durante una serata di musica sudamericana. Per dieci è scattata la denuncia per rissa aggravata e per due l’accusa di tentato omicidio e favoreggiamento personale. Le ambulanze del 118 hanno soccorso e medicato le quattro persone rimaste ferite. Le più gravi sono un 23enne di nazionalità dominicana accoltellato e un ischitano, del ’99, pregiudicato, a cui è stata amputata la falange del mignolo della mano.

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Risultato delle elezioni eletti e sconfitti in Campania alla Camera e al Senato

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Si conosceranno entro la giornata di oggi tutti i nomi dei deputati ed i senatori eletti in Campania, 38 tra i primi e 18 tra i secondi, quando sarà possibile avere i dati definitivi a livello nazionale per la ripartizione dei seggi che vengono assegnati col sistema proporzionale. Prima di addentrarci in una prima carrellata (già possibile) di vincitori e sconfitti, ha senso analizzare alcuni significativi dati generali del voto a Napoli ed in Campania. 

Ancora più grave la situazione a Napoli, con soltanto il 49,74% degli aventi diritto che hanno votato: poco più che alle comunali del 2021 (47,17%), ma molto meno rispetto alla politiche del 2018 (60,52%).Per quanto riguarda i risultati dello spoglio, al Senato il primo partito in Campania è il Movimento 5 Stelle col 34,9%, poi la coalizione di centrodestra col 33,2% (FdI 18%, FI 10,7%, Lega 4,1%, Noi Moderati 0,6%), la coalizione di centrosinistra col 22,3% (Pd 15,7%, Verdi-Sinistra 2,7%, +Europa 2,1%, Impegno Civico 1,5%), poi Azione-Iv 5,3%, Unione Popolare 2%, Italexit 1,4%, Mastella 1,2%. Alla Camera invece i risultati sono questi: Movimento 5 Stelle col 34,6%, poi la coalizione di centrodestra col 32,2% (FdI 17,4%, FI 9,7%, Lega 4,4%, Noi Moderati 0,7%), la coalizione di centrosinistra col 22,1% (Pd 15,5%, Verdi-Sinistra 2,8%, +Europa 2%, Impegno Civico 1,8%), poi Azione-Iv 5,2%, Unione Popolare 2%, Mastella 1,4%, Italexit 1,1%, Italia Sovrana e Popolare 0,8%, Animalisti 0,2%, Partito Comunista Italiano 0,1%, Vita 0,1%.

Queste ultime percentuali derivano dalla somma dei voti delle due circoscrizioni in cui è divisa la regione, Campania 1, relativa all’area metropolitana di Napoli; e Campania 2, relativa al resto delle province. Interessante approfondire il dato napoletano. I risultati in città infatti sono particolarmente diversi rispetto al resto del paese: il Movimento 5 Stelle è addirittura al 41,41%, il centrodestra al 26,89%, il centrosinistra al 21,6%, Unione Popolare al 2,6%. A Napoli il M5S vince tutti i 7 collegi uninominali per la Camera. Risultano quindi eletti Sergio Costa a Napoli Fuorigrotta, Gaetano Amato a Torre del Greco, Carmela Auriemma ad Acerra, Dario Carotenuto nel collegio Napoli San Carlo all’Arena, Antonio Caso a Giugliano in Campania, Carmela Di Lauro nel collegio Somma Vesuviana e Pasqualino Penza nel collegio di Casoria.

Altri sicuri sconfitti “eccellenti” Sandro Ruotolo a Torre del Greco, Paolo Siani, l’ex ministro Vincenzo Spadafora (candidato con Di Maio), il vicepresidente della giunta regionale, il deluchiano Fulvio Bonavitacola. Al centrodestra vanno 5 uninominali della circoscrizione Campania 2: Gianfranco Rotondi ad Avellino, Gerolamo Cangiano ad Aversa, Carmen Letizia Giorgianni a Caserta, Giuseppe Bicchielli a Salerno, Attilio Pierro ad Eboli.

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Napoli

Elezioni Politiche. Napoli si conferma una nazione a parte. Nel resto d’Italia vince il centrodestra a Napoli il M5S

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NAPOLI – In gergo, noi napoletani, quando andiamo all’estero siamo soliti dire: “Nun ce sta niente a fa, c’avimma sempre distinguere” ed è vero. Napoli è una piccola nazione nella nazione. Siamo la terza repubblica all’interno dello stivale dopo San Marino e Città del Vaticano e lo dimostrano i risultati delle ultime elezioni politiche.

Mentre il resto d’Italia si tinge di blu, ai napoletani invece piace il giallo, quello dell’assistenzialismo, del pressapochismo, della sprovvedutezza, del precariato della politica e dell’incompetenza.

Mentre gli italiani portano agli onori della cronaca politica Giorgia Meloni col suo 26,06% nella coalizione di centrodestra vincitrice di queste elezioni col 43,87%, a Napoli si registra la vittoria del Movimento 5 stelle col 41,36% facendo registrare sette dei nove seggi uninominali assegnati al partito di Conte.

Una visione della politica in controtendenza da sempre quella dei napoletani, che da sempre con le proprie scelte relegano la propria città ai margini della società.

Adesso sarà bello vedere, magari con la guida di Giorgia Meloni chissà, come si comporterà il futuro governo di centrodestra, nei confronti della città di Napoli, che non solo non ha preferito il programma dei conservatori italiani ma che presenta pure un’Amministrazione targata PD.

Purtroppo a farla da padrona nella vecchia capitale del Regno di Napoli è ancora quel sentimento personalistico che consente ad ogni singolo individuo di pensare prima e solo ai propri interessi. Per intenderci, il sentimento del “si salvi chi può”.

Ed è proprio quel sentimento, basato sulla voglia di tutelare e rinforzare i sussidi del Reddito di Cittadinanza che ha permesso al partito di Conte di far entrare in Parlamento gente semianalfabeta che pone la nostra città ai margini della futura agenda politica.

Si miei cari lettori, avete letto bene: semianalfabeti.

Perché chi ha votato il M5S in realtà non conosceva affatto i personaggi che questa legge elettorale balorda ha consentito di far eleggere. Una legge che ai partiti tradizionali, almeno a Napoli, gli si è ritorta contro.

E ora!? Ora i napoletani non hanno più alcun alibi. Se le cose, in questa città, per i prossimi cinque anni, non andranno secondo i loro desideri, a partire dalla conferma del Reddito di Cittadinanza, sarà solo ed esclusivamente colpa loro.

D’altronde è da un mese che non si fa altro che dire che Giorgia Meloni, una volta eletta, si batterà affinché sarà abolita la misura del Reddito di Cittadinanza e con Conte, oramai relegato all’opposizione, quali garanzie avranno i percettori? Nessuna. Ecco perché la cosa utile da fare è sempre quella di informarsi sulla vita politica del proprio Paese e non alzarsi dalla sedia solo quando si deve votare, scegliendo, tra l’altro, sempre quello che fa più comodo a se stessi.

Purtroppo per Napoli e per i napoletani l’aforisma che recita: “Il livello culturale della politica che amministra un Paese è di pari livello a quello di chi lo elegge” non è mai stato così attuale.

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Attualità

Napoli. Tutte le novità’ sulle terapie al congresso dei reumatologi

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La Reumatologia negli ultimi anni ha avuto un periodo di particolare evoluzione grazie alle importanti acquisizioni offerte dalla ricerca scientifica dal punto di vista della comprensione delle basi genetiche e dei meccanismi fisiopatologici delle malattie reumatiche. La più approfondita conoscenza della patogenesi ha permesso lo sviluppo e l’introduzione nella pratica clinica di farmaci biotecnologici e “small molecules”, farmaci per uso orale, che hanno rivoluzionato l’approccio terapeutico alle malattie reumatiche, permettendo di raggiungere sempre di più la remissione di malattia, consentendo di proporre “una medicina di precisione”. Partendo da questi presupposti, il Congresso SIR Crei della Campania è stato pensato con l’intento di affrontare in maniera sempre più multidisciplinare i diversi aspetti delle malattie reumatiche coinvolgendo: dermatologi, gastroenterologi, oculisti, infettivologi, ortopedici ecc.”.

E’ quanto afferma Enrico Tirri, organizzatore del Congresso, Direttore della UO di Reumatologia dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli e Consigliere Nazionale della SIR (Società Italiana di Reumatologia) alla vigilia del Congresso SIR e Crei (Collegio Reumatologi Italiani) Campania 2022, che si svolgerà a Napoli dal 30 settembre al 1 ottobre all’Hotel Renaissance Mediterraneo. Inoltre, Tirri aggiunge: “Sono in programma anche relazioni dedicate alle nuove linee di indirizzo, della Regione Campania, alla prescrizione dei farmaci biologici/biosimilari in artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondilite anchilosante, che i reumatologi della Campania, per primi hanno prodotto a livello nazionale”.

Al Congresso saranno presenti Roberto Gerli, Presidente della Società Italiana di Reumatologia e Daniela Marotto, Presidente del Collegio dei Reumatologi Italiani; l’appuntamento vedrà la partecipazione attiva di molti giovani reumatologi afferenti a strutture reumatologiche universitarie, ospedaliere e territoriali della Campania. Parteciperanno in qualità di Presidenti onorari del Congresso Raffaele Scarpa e Stefano Stisi. Saranno, inoltre, presenti figure di spicco della reumatologia italiana tra cui:

Francesco Ciccia Professore Ordinario di Reumatologia Università della Campania “L. Vanvitelli”, Roberto Caporali Professore Ordinario di Reumatologia dell’Università di Milano, Giandomenico Sebastiani Direttore UOC di Reumatologia Ospedale San Camillo di Roma e Presidente eletto della Società Italiana di Reumatologia,  Antonio del Puente Professore Associato di Reumatologia Università di Napoli Federico II di Napoli e tanti altri. Gli aspetti dermatologici delle malattie reumatiche saranno relazionati da Gabriella Fabbrocini Professore Ordinario di Dermatologia dell’Università di Napoli Federico II. Si parlerà anche di Covid e malattie reumatiche con Alessandro Perrella Direttore UOC Malattie Infettive Emergenti ad alta contagiosità Ospedale Cotugno di Napoli.

Sarà presente con una relazione sui farmaci biosimilari anche Ugo Trama, Dirigente Responsabile Politiche del Farmaco della Regione Campania. I pazienti reumatologici saranno rappresentati al Congresso da diverse associazioni dei malati reumatici che parteciperanno ad una tavola rotonda a loro dedicata.

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