Resta sintonizzato

Cronaca

Orrore a Foggia, abusi e violenze su pazienti psichiatrici: 15 arresti

Pubblicato

il

Scandalo a Foggia, all’interno della struttura socio-sanitaria Don Uva, dove ben 25 pazienti psichiatrici sarebbero stati vittima di maltrattamenti e abusi sessuali, da parte di 15 tra operatori sanitari, infermieri e ausiliari.

In particolare, le accuse mosse a loro carico sono maltrattamenti aggravati, sequestro di persona, violenza sessuale e favoreggiamento personale, nei confronti di almeno 25 pazienti psichiatrici ricoverati. Si tratta di degenti ricoverate nel reparto femminile, incapaci d’intendere e di volere, e di età compresa tra i 40 e i 60 anni.

Tuttavia, le indagini partite la scorsa estate hanno consentito di perquisire oltre alle abitazioni dei 30 indagati, anche gli uffici e i locali della struttura sanitaria, da cui è emerso un quadro raccapricciante. Infatti, le vittime venivano afferrate per i capelli e per il corpo, colpite al volto con schiaffi e pugni, e trascinate per i corridoi.

Inoltre, sono da registrare anche gli abusi sessuali perpetrati da un operatore su una donna e quelle dell’Oss, il quale ha indotto un paziente a violentare una donna. Pertanto, dei 30 indagati ben sette sono finiti in carcere, otto ai domiciliari e 15 raggiunti dal divieto di dimora presso la struttura e di avvicinamento alle persone offese.

campania

Il cooperante 33enne morto in Colombia in circostanze ancora da chiarire “Chi conosce la verità parli”

Pubblicato

il

Marchiato da due strisce rosse sulle guance, il volto di Mario Paciolla, 33enne napoletano morto in Colombia, verrà dipinto nella sua ex scuola. «Perché il simbolo di una generazione, e anche della mia», dice Jorit al telefono da New York prima di rientrare in Italia, a distanza inizia così a tratteggiare il profilo del ragazzo, cooperante delle Nazioni Unite, trovato senza vita tra il 14 e il 15 luglio 2020 nel suo appartamento a San Vincente del Caguan. In circostanze ancora da chiarire. L’artista si unisce all’appello dei genitori nella ricerca della verità: «Chi sa qualcosa, parli». Tramite la piattaforma “Marioveritas”, ora è possibile inviare segnalazioni e testimonianze, anche in forma anonima, utili alle indagini che potrebbero altrimenti chiudersi con l’archiviazione.

«Ho conosciuto tanti giovani italiani in giro per il mondo e, forse, i napoletani sono quelli che si ritrovano più spesso in angoli sperduti, impegnati a sostenere ideali di giustizia e cause positive: Mario rappresenta questa generazione, e anche la mia, perché ha cercato di portare avanti una missione nel mondo, dopo vissuto molte ingiustizie nella sua città, che ne è piena. Per tutti noi, è un simbolo». Così il ragazzo trova posto, tra San Gennaro e Maradona, nella sua “Human tribe”, la galleria di ritratti marchiati con le due strisce rosse sulle guance che rimandano a riti di passaggio, d’ingresso, in particolare nelle tribù africane. «Cerco sempre di raffigurare dei simboli che possano ispirare energie positive, ogni opera, che ho fatto, ha avuto un motivo: Mario rappresenta i ragazzi di Napoli, la parte sana. Tra l’altro, noi due abbiamo amici in comune: siamo un po’ tutti cresciuti credendo in un mondo nuovo e migliore, più bello rispetto alla dura realtà».

Ha conosciuto i suoi genitori? «Sì, e non ci sono parole da dire di fronte al dolore provocato dalla perdita di un figlio». La morte è sopraggiunta in circostanze che la famiglia ritiene a dir poco opache, tant’è che, sin dal primo momento, solleva una serie di interrogativi rimasta senza risposta. Anche il progetto “Jorit per Mario Paciolla” è per loro un modo di tenere alta l’attenzione.  «Sono stato in Colombia la scorsa estate, per 20 giorni: purtroppo, la violenza in tutto il Sud America resta diffusa, una vita umana vale molto poco, Per quanto la realtà possa essere cambiata negli ultimi tempi, rimane molto complessa, Ci sono dinamiche peggiori rispetto a quelle in Europa». La madre e il padre di Mario hanno scritto al governo di Bogotà, dove è stato aperto un fascicolo giudiziario.  «Sono con loro, ma credo sia tutto molto difficile».

Loro sono convinti che Mario sia stato ucciso e non si sia impiccato: chiedono, dunque, che anche l’inchiesta aperta dalla Procura di Roma non venga archiviata e sono alla ricerca di elementi decisivi. «I genitori di Mario fanno la loro parte: in una situazione tanto delicata, non posso esprimermi». Il 30 gennaio la presentazione delle iniziative a San Domenico Maggiore, tra cui il suo progetto da realizzare con il crowdfunding nell’istituto frequentato da Paciolla, il “Vittorini”, una volta risolte alcune questioni tecniche e completati gli adempimenti burocratici. Ha deciso, intanto, quale foto usare? «Non ne utilizzo mai una sola, le unisco, in genere». Nei suoi murales, sono “nascoste” delle scritte che spesso ampliano il significato delle opere: ha scelto quali? «Non ancora, dipende anche dalla grandezza dell’opera». Ma ha un messaggio chiaro da mandare ai ragazzi. «Di non arrendersi al cinismo in una realtà che dice di farsi i fatti propri e di non avere slanci. Di vivere cercando qualcosa che vada al di là degli egoismi personali».  Un po’ come ha fatto Mario. «Che non voleva diventare un eroe, ma lo è oggi».

Continua a leggere

campania

Castellammare. Perde il controllo della moto, diciottenne è ricoverato in gravi condizioni 

Pubblicato

il

Ha perso il controllo della moto ed è rovinato a terra: un diciottenne è ricoverato in gravi condizioni per un incidente avvenuto nella notte a Castellammare di Stabia, in via Brin. Un coetaneo che si trovava sullo stesso mezzo ha riportato solo leggere lesioni, giudicate guaribili in due giorni. Il diciottenne è ricoverato al San Leonardo di Castellammare con riserva di prognosi. Sulle dinamiche indagano i Carabinieri della sezione radiomobile di Castellammare di Stabia, intervenuti sul posto. 

Continua a leggere

campania

Quarto. Attraversa le strisce pedonali, viene travolto e muore sul colpo

Pubblicato

il

Un uomo è stato travolto e ucciso sulle strisce pedonali a Quarto, nel Napoletano. Per cause ancora in corso di accertamento un 52enne, alla guida della propria autovettura, avrebbe investito e ucciso un 48enne del posto, Alessandro Sulmonte, morto sul colpo. Sul posto i carabinieri della sezione radiomobile di Pozzuoli. La salma è stata portata al policlinico di Napoli per l’autopsia. Indagini in corso per chiarire la dinamica. 

Continua a leggere
Pubblicità
Pubblicità

Popolari

Copyright © 2020 Minformo - Testata giornalistica reg. 20/2016 Tribunale Napoli Nord - Direttore Responsabile Mario Abenante - info@minformo.com - Privacy Policy