AFRAGOLA – Il 4 Dicembre del 2018 un bambino della scuola materna dell’Istituto G. Marconi trova un’insetto nella pasta con lenticchie cotto insieme al pranzo stesso preparato dalla ditta appaltatrice della mensa scolastica. Con nota protocollata il 18 Gennaio 2019 una delegazione di genitori degli alunni dello stesso Istituto chiedevano di accedere agli atti del procedimento amministrativo avviato dal Comune di Afragola.

Dopo circa un mese agli stessi genitori sono stati recapitati i vari documenti prodotti dall’ente comunale e negli stessi si può leggere che il Comune di Afragola dalle varie ottemperanze e prescrizioni prodotte dal Centro cottura Pasti “Capital srl” di Napoli sono state eliminate tutte le non conformità presenti al momento del sopralluogo e anche quelle a cui era stato dato tempo di 15gg per eliminarle. Questo a testimonianza che prima della data del 4 Dicembre all’interno del centro cottura pasti qualcosa non era conforme a quanto la legge stabilisce.

Nel primo sopralluogo dell’Asl il Centro cottura presentava la zona esterna sporca, con i tombini fognari privi di protezione, l’area ingresso merci sprovvista di barriera antintrusione, sporca e con merci che ingombravano il passaggio, il locale panificazione dismesso ma che comunque stipava derrate alimentari e nella zona confezionamento vi era materiale non attinente come tavoli, sedie, compressore etc. Tante altre difformità come controsoffitta non terminata, termometro dell’abbattitore rotto, celle frigorifero prive di pareti lavabili e tanto altro. Insomma un posto dove poteva essere facile l’intrusione di un insetto come i dermatteri (scarafaggio) i quali hanno abitudini lucifughe dove di giorno si riparano in luoghi bui e umidi, così come descrive il verbale dell’ASL NA1 dopo aver letto le analisi fatte dall’Arpac.

Forse quasi nessuno lo sa in città, ma alla Marconi, così come nelle altre sette scuole materne, i bambini non mangiano a scuola dal 4 Dicembre, ovviamente i genitori, come giusto che sia, si rifiutano di far mangiare i propri figli a scuola finché non viene fatta chiarezza sulla vicenda. Allo stato attuale non si sa l’amministrazione cosa abbia intenzione di fare, fatto sta che è risaputo che in questo campo c’è sempre poco da fidarsi ma il consiglio da dare ai genitori adesso è quello di essere più attenti anche sugli iter burocratici che si adotteranno da qui in avanti su questo delicatissimo tema.

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