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Cronaca

Tragico incidente in provincia di Napoli: Mariano muore a soli 31 anni

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Tragico incidente a Volla, in provincia di Napoli, dove un ragazzo di 31 anni è morto dopo un drammatico sinistro. 

I fatti sono accaduti nella serata di ieri intorno alle ore 22.

Mariano Califano era residente a Volla, in provincia di Napoli, ed era a bordo della sua moto sulla statale in direzione Cercola-Pollena Trocchia, quando per cause ancora sconosciute, ha perso il controllo del mezzo schiantandosi sull’asfalto.

Il 31enne è deceduto sul colpo per via del violento impatto mentre la moto ha proseguito la sua folle corsa ancora per diverse decine di metri. Quando i carabinieri della locale tenenza sono giunti sul posto hanno l’hanno infatti ritrovata a 200 metri dalla vittima.

Quando sono giunti sul luogo della tragedia i sanitari del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso del 31enne.

L’intervento delle forze dell’ordine è durato diverse ore protraendosi fino alle due del mattino.

L’autorità giudiziaria ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima, la salma è stata trasferita al Policlinico Federico II di Napoli in attesa dell’esame autoptico.

Il corpo è stato notato da un automobilista che ha lanciato l’allarme: l’uomo ha riferito di avere visto il 31enne a terra ma di non avere assistito all’incidente.

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Cronaca

Esplode un edificio annesso ad un’azienda: cinque persone coinvolte nell’incidente

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Una o più violente esplosioni hanno interessato nel pomeriggio di oggi un’abitazione in Umbria, nella zona di Gubbio, in vocabolo Canne Greche.

Sarebbe crollato un intero piano e il tetto della casa. Secondo le prime informazioni diffuse dai Vigili del fuoco, intervenuti sul luogo dell’esplosione, sarebbero cinque in totale le persone coinvolte nell’incidente.

Due sono state subito estratte vive dalle macerie dell’edificio, mentre si registra almeno una vittima. Si tratta di un uomo: il corpo senza vita è stato estratto dalle macerie dai vigili del fuoco.

Risulta invece ancora dispersa una donna, che sarebbe in contatto con i soccorritori, grazie a un cellulare.

Intanto è stato trasferito in eliambulanza, all’ospedale di Cesena, l’uomo rimasto gravemente ferito, inizialmente trasportato al Santa Maria della Misericordia di Perugia. Presenterebbe ustioni su tutto il corpo e un trauma midollare. Altri due feriti sono stati trasportati all’ospedale di Branca (Gubbio), con traumi da schiacciamento.

Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, si tratterebbe di più esplosioni che sembra siano avvenute in un laboratorio dove viene trattata la cannabis a scopo terapeutico. Sempre in base alle prime indicazioni, l’incidente potrebbe essere stato provocato da gas gpl.

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Cronaca

Omicida evade dal carcere: era stato condannato all’ergastolo dopo aver ucciso un edicolante a Napoli

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Domenico D’Andrea, conosciuto col soprannome di “Pippotto”, è evaso questa mattina dal carcere di Perugia, dove stava scontando l’ergastolo per l’omicidio di Salvatore Buglione, l’edicolante ucciso nel 2006 nel quartiere napoletano del Vomero.

Un delitto che all’epoca sconvolse l’opinione pubblica: Buglione, ricostruirono gli inquirenti, fu aggredito da quattro giovanissimi nella sua rivendita di giornali di via Pietro Castellino per una rapina e accoltellato al cuore.

Secondo gli inquirenti “Pippotto” a 13 anni era a capo di una banda che rapinava motorini tra il Vomero e l’Arenella, ritenuto responsabile di decine di episodi; durante una delle rapine fu anche ferito a una gamba da un carabiniere con un colpo di pistola.

D’Andrea, all’epoca 22enne, e altri due dei quattro fermati per la morte dell’edicolante erano stati da poco rilasciati dal carcere perché avevano usufruito dell’indulto. Oggi l’uomo ha 38 anni, per la morte di Buglione è stato condannato all’ergastolo nel 2007.

Secondo la ricostruzione sarebbe scappato approfittando del turno di lavoro: “articolo 21”, ovvero detenuto al quale era permesso uscire dalla struttura appunto per lavorare, si sarebbe allontanato da un’area nei pressi del carcere scavalcando una cinta bassa e sarebbe riuscito a far perdere le proprie tracce. È possibile che sia fuggito perché temeva che gli venisse revocata la possibilità di lavorare all’esterno.

A dare notizia dell’evasione è il sindacato di Polizia Penitenziaria Sappe.

Adesso è prioritario catturare l’evaso ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria del carcere di Capanne” il ha detto segretario generale, Donato Capece.

In svariate occasioni il Sappe ha rappresentato e manifestato a gran voce la grave carenza di personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso l’Istituto perugino di Capanne. Se fossero state ascoltate le continue denunce del SAPPE, probabilmente tutti gli eventi critici denunciati e questa stessa evasione non sarebbe avvenuta. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria” ha aggiunto il segretario nazionale per l’Umbria Fabrizio Bonino.

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Cronaca

Jorit aggredito. E’ stato ferito mentre dipingeva il Murale di Luana d’Orazio

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Lo street artist napoletano Jorit è stato aggredito e ferito a Roma mentre stava dipingendo il Murale dedicato a Luana d’Orazio.

Ciro Cerullo, in arte Jorit, si trova in questi giorni a Roma per realizzare un murale dedicato a Luana D’Orazio, la 22enne di Prato morta sul lavoro qualche giorno fa, la cui tragedia è diventato un caso nazionale che ha risollevato l’attenzione, spesso sopita, sugli incidenti mortali sul lavoro. Ma mentre era al lavoro è stato aggredito da un uomo, che lo stesso artista ha spiegato essere un tossicodipendente, per rapinarlo della collanina che indossava.

Le lotte sociali per la sanità per gli spazi comuni, per il lavoro e per la sicurezza sul lavoro non hanno nulla a che fare con la droga o con lo sballo, oggi mentre dipingevo il volto di Luana d’Orazio, ragazza di 22 anni morta sul lavoro per colpa di una società che mette davanti il profitto alla vita dei lavoratori, sono stato aggredito da un tossicodipendente che con una scusa mi ha dato addosso, un omone di 2 metri con cane altrettanto grosso, il cane ovviamente non è colpa sua (poverino) per difendere il padrone mi ha morso il braccio atterrandomi” ha scritto Jorit sulla sua pagina Istagram, allegando le foto delle ferite.

Continuando “Tutto questo per rubarmi una collanina a cui tenevo tantissimo. Non ho nessuna volontà di vendi carmi, non mi interessa, non sporgerò denuncia, ma spero che questo sia un evento che faccia ragionare tutte le persone che lottano ogni giorno, tutti noi che affettuosamente ci chiamiamo “compagni”, noi che vogliamo cambiare questo mondo, questa gente è soltanto feccia, noi dobbiamo stare con i lavoratori, con il popolo, non con questi qui e siamo noi che li dobbiamo allontanare, siamo noi che dobbiamo prenderci le nostre responsabilità e rendere i posti occupati sicuri“.

Concludendo “Ringrazio di cuore i ragazzi dell’Ex Snia di Roma che sono bravissimi a resistere alla speculazione edilizia che voleva trasformare il parco dell’Ex Snia in un centro commerciale per tutto il supporto che mi hanno dato, ovviamente non è colpa loro. Ma spero che questo evento, che in tutta sincerità mi ha traumatizzato non poco, sia di monito a tutti e magari ci riporti sulla giusta strada“.

Luana D’Orazio, l’operaia morta sul lavoro all’età di 22 anni lo scorso 3 maggio nell’azienda di Montemurlo (Prato), è la protagonista del murale realizzato da Jorit, all’esterno del Csoa Ex Snia Viscosa, al Pigneto.

La giovanissima mamma è stata così ricordata con un’opera realizzata dall’artista napoletano Jorit. 

“Luana, operaia tessile, uccisa a 22 anni dal capitalismo. L’ennesima vittima della perversa logica industriale basata sul profitto. Non la dimenticheremo. Anche grazie a Jorit che la consegna alla galleria della ‘Human Tribè, opposta alla singolarità e alla fragilità dell’uno. Lo fa al Parco Delle Energie che, con il Csoa eXSnia Viscosa, custodisce la memoria della fabbrica chimico-tessile che fu, delle morti sul lavoro, della sua nocività, delle lotte operaie e antifasciste, dello spirito della nostra comunità in resistenza” hanno scritto gli attivisti del centro sociale. 

Un luogo scelto, dunque, non a caso. L’ex Snia Viscosa è stata, infatti, una fabbrica tessile rimasta operativa fino alla metà degli anni 50 e dove lavoravano principalmente donne. Ed è proprio lì che, mentre l’artista stava ultimando l’opera, è stato aggredito ferocemente quest’oggi.

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