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AFRAGOLA. Giustino sogna Nespoli anche di notte. Un “amore” non corrisposto!

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AFRAGOLA – “Uno spettacolo già visto, non commettere lo stesso errore”; “Pannonespoli”; “Nel segreto delle urne della cabina elettorale Dio ti vede, Pannonespoli NO”; “Chi va là? Ancora lui, sempre lui, mettiamolo alla porta”; “Vincenzo Nespoli padrino di Pannone definito dalla Procura un soggetto di notevole spessore criminale”.

Questi sono gli slogan adottati dalla Comunicazione elettorale del candidato a sindaco di centro con Forza Italia Gennaro Giustino e l’ultimo è il sintomo di quanto il leader di “A viso Aperto” abbia scelto di alzare i toni e di decidere su che livello portare il dibattito pubblico sul territorio in campagna elettorale.

Fermo restando che vorrei ricordare ai miei lettori che l’ex Senatore Nespoli non è candidato e riprendendo il pensiero dei “cappucci” (fake social profile ndr) di Gennaro Giustino, quando accusano il sottoscritto di aver qualcosa di personale col candidato a Sindaco del centro con Forza Italia per i miei continui editoriali su di lui – fermo restando che i miei scritti vogliono evidenziare gli errori di chi li commette, la critica nasce appunto per questo – per la proprietà transitiva, vorrei tanto sapere cosa c’è di personale tra Gennaro Giustino e l’ex Senatore Vincenzo Nespoli, al punto tale da vederlo ovunque e sognarlo perfino di notte?

A tal proposito vorrei riprendere alcune dichiarazioni che l’ex Senatore Nespoli ha rilasciato al collega e maestro Marco Di Caterino de Il Mattino: “In quel manifesto ci sono farneticazioni deliranti, dettate da chi si sente la sconfitta elettorale sulle spalle”, commenta Nespoli: “Non ho mai nascosto – aggiunge – e nemmeno sbandierato da vittima i miei problemi giudiziari, che sono nati per errori nella mia vita privata. La mia storia politica la potete passare ai raggi x, e non troverete nulla. Qui tutti parlano a sproposito di lotta alla camorra. Solo chiacchiere. Ho testimoniato ai processi contro il clan Moccia e ho avuto la coscienza civica di fare nomi e raccontare fatti precisi, mentre altri si sono nascosti dietro ai tanti “non ricordo”. Come esponente politico attivo ho fatto un passo di lato, ma ciò non mi impedisce di fare politica aiutando una persona perbene, quale è Pannone. Noi le liste le abbiamo composte già quattro mesi prima delle elezioni, verificando tutti i candidati“, conclude Nespoli, ribadendo che “in caso di elezione di Giustino, che annovera tra i suoi candidati da mille voti il consuocero di Angelo Moccia, tempo un mese e avremo di nuovo la commissione d’accesso“.

Ribadendo il concetto che i toni della Comunicazione elettorale di Antonio Pannone sono tutti basati sulla visione di città e sul programma che si vuole attuare per la città – basta scorrere sulla pagina Facebook “Antonio Pannone Sindaco” per rendersi conto – tracciando un solco di differenza ben netto col suo antagonista. In merito alle dichiarazioni dell’ex Senatore, invece, è d’obbligo fare alcune riflessioni.

Premesso che lo stesso Nespoli ammette di aver fatto qualche errore, ma pone anche l’accento che quegli errori riguardano la sua vita privata e non quella amministrativa e premesso anche che in Italia si vive ancora in un Stato di diritto e quindi si è innocenti fino al terzo grado di giudizio e peggio ancora non si vive in uno Stato di diritto a senso unico, solo quando bisogna difendere i propri interessi e premesso inoltre che l’ex Senatore Nespoli non è candidato in questa tornata elettorale ma un uomo, ad Afragola, è libero di poter continuare a coltivare le sue passioni senza che un soggetto politico avversario lo stalkerizza sognandolo anche di notte?

Ma c’è qualcuno che ad Afragola non sa che il Padre Nobile della coalizione di centro destra sia l’ex Senatore Nespoli? Credo che ad Afragola lo sappiano anche le pietre, così come sanno anche il resto di quanto scritto. Allora perché accanirsi così? Perché, nonostante questo tipo di comunicazione basato sull’odio e il rancore abbiano portato alla sfiducia, rispetto a Pannone, alle urne nel primo turno ci si intestardisce ancora a voler far capire agli afragolesi chi ci sia dietro il candidato a sindaco di centrodestra? Ma allora in questo caso, vista anche la genesi del politico Giustino, posso anche osare pensare che questo sia un “amore” – politico – non corrisposto!?

Dove è insita questa delinquenza, ad oggi, ancora in stato di attesa del verdetto finale, nel personaggio politico Nespoli, tra l’altro non candidato? Cosa sarebbe più pericoloso per gli afragolesi? Avere, nella peggiore delle ipotesi, un padre nobile in galera – fattore quest’ultimo che non inficerà assolutamente né sul Consiglio Comunale né sulle linee programmatiche della maggioranza – oppure due consiglieri comunali a cui manca quel “quid pluris etico” in più che suggeriva il Prefetto Valentini e che possono formare quei fumus presagio di uno scioglimento del Consiglio Comunale per ingerenze della criminalità organizzata? Ai posteri l’ardua sentenza!

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Afragola, cede in comodato d’uso un locale del Comune

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Assurdo ciò che è accaduto ad Afragola dove sono coinvolte due donne. Una ha occupato un locale di proprietà del Comune di Afragola e al suo interno ha allestito un piccolo alimentari.

E’ incensurata e titolare di partita iva la 58enne di Afragola denunciata dai Carabinieri della locale Stazione per l’occupazione abusiva di un locale nel rione Salicelle. Al suo interno ci aveva allestito un piccolo supermercato abusivo.

Anche se regolarmente iscritta in camera di commercio la donna aveva occupato un locale di proprietà del comune senza alcuna autorizzazione. E c’è di più perché la 58enne per condurre la sua attività commerciale non si era rivolta alle autorità ma ad una seconda donna, classe 58, auto-proclamatasi abusivamente padrona di quel locale.

I carabinieri hanno denunciato entrambe e sospeso l’attività. All’interno anche gravi carenze igienico sanitarie. In corso accertamenti per verificare se la 58enne pagasse anche un canone di locazione alla prima occupante.

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AFRAGOLESE Calcio. Niutta sposta il campo da gioco a Barra e i tifosi iniziano la protesta

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AFRAGOLA – Non si chiude con l’estromissione della Responsabile al Marketing Rosa Belgiorno la vicenda legata al sessismo e al tolitarismo che vige all’interno della società dell’Afragolese calcio. Adesso il braccio di ferro passa tra le mani dello pseudopresidente Niutta e i tifosi.

Infatti il Niutta alza il tiro e se la prende con tutti – non solo la Belgiorno – ma considerando la società dell’Afragolese roba sua e consapevole che possa fare e disfare a proprio piacimento sceglie di spostare il campo da gioco dell’Afragolese 1944 da Cardito a Barra, facendo così un dispetto soprattutto ai tifosi, forse rei, secondo il Presidente fittizio, di essersi schierati dalla parte dell’ex Responsabile al Marketing.

A testimonianza del malumore diffuso tra i tifosi, ieri sui social è comparso un post rivendicato dal gruppo ultrà denominato “Leoni Sciolti” che recita così:

NON CE LIMITE ALLA VERGOGNA!Dopo il videomessaggio a dir poco squallido, arriva anche la decisione di giocare a Barra… Decisione che suona come una vera e proprio RIPICCA, noi a questo gioco che vale l immagine della NOSTRA AFRAGOLESE non ci stiamo…. Non c era due senza tre, il vocale audio scioccante, un videomessaggio squallido, infine portare la squadra a Barra per le partite…. ORA BASTA! Dopo aver chiesto le dimissioni del presidente Niutta e dei suoi uomini sponsorizzati, dimostreremo tutto il nostro dissenso disertando tutte le partite, prendendo così le distanze da un uomo che sembra tutt altro che rappresentare lo sport… Lasciamo la ragione a quei tifosi, che pur essendo poco presenti allo stadio, pensano che questa persona faccia il bene dell afragolese, sperando con tutto il cuore che un giorno non vengano ricordati come COMPLICI. IL TEMPO SARÀ GALANTUOMO! QUESTA NON È PIÙ L AFRAGOLESE! LEONI SCIOLTI

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AFRAGOLESE Calcio. Dopo l’apparizione in Hashtag Rosa Belgiorno viene sollevata dall’incarico

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AFRAGOLA – È dimostrato! All’interno della società Afragolese 1944 vige la dittatura più autocratica di sempre. Non è accettato il contraddittorio e non è assolutamente compresa l’opinione diversa da chi comanda. Ieri sera lo pseudopresidente – visto che nell’ultimo comunicato stampa diramato attraverso la pagina ufficiale dell’Afragolese calcio, finalmente si è avuto il coraggio di scrivere nome e cognome del vero e unico presidente di sempre, ossia Fabio Cozzolino Raffaele Niutta, dopo aver rifiutato il confronto in tv, in una diretta monocratica pubblicata sui social. subito dopo il Talk show “Hashtag” andato in onda su Minformo TV dove erano ospiti Rosa Belgiorno, Nicola Caprio e il sottoscritto, è stato chiaro e lapidario: “Nell’Afragolese comando io”. A che titolo, ancora dobbiamo saperlo, visto che grazie alla nostra emittente si è potuto fare chiarezza anche sulla vera identità del Presidente. Ma veniamo ai fatti di oggi.

L’Afragolese calcio, nelle persone di Raffaele Niutta e Vincenzo Visone – quest’ultimo consulente finanziario dell’azienda di Niutta, il che genera un conflitto di interessi grande quanto una casa – dimostra che le donne non hanno diritto né di parola né di difendere la propria onorabilità. Nell’ultimo comunicato stampa diramato dalla società si legge testualmente che la Belgiorno è stata sollevata dall’incarico perché “attraverso i social network, le televisioni e la carta stampata, continua a screditare senza sosta la dirigenza, accanendosi in modo particolare contro Raffaele Niutta, con argomenti ed illazioni che non hanno nulla a che fare con la vita sportiva del club”.

In poche parole anche per il genio della Comunicazione che ha partorito questo testo, raccontare fatti in TV e pretendere il rispetto dello Statuto societario vuol dire screditare la dirigenza e accanirsi su Niutta, definendo tutto quanto detto sui giornali e nelle trasmissioni, delle semplici illazioni.

La cosa ancora più grave è che se andiamo ad analizzare il testo ci rendiamo conto del fatto che per mantenere il proprio ruolo all’interno dell’Afragolese calcio non solo ti devi attenere a ciò che pensa il Niutta (ci piacerebbe capire adesso a che titolo pretende il rispetto e la condivisione delle proprie idee e/od opinioni) ma che se sei donna ti devi anche mantenere le offese sessiste e misogine se no sei fuori. Ai posteri l’ardua sentenza.

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