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Cronaca

Inquinamento ambientale a Grumo Nevano: la scoperta dei Carabinieri

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Grumo Nevano: Inquinamento ambientale. Carabinieri denunciano 2 persone

Continua la lotta disposta dal Comando Provinciale di Napoli all’inquinamento ambientale.

I Carabinieri della stazione di Grumo Nevano insieme agli agenti della locale Polizia Municipale – nell’ambito dei servizi di prevenzione e contrasto ai roghi tossici e allo smaltimento illecito di rifiuti – hanno denunciato un 54enne di Grumo Nevano e un 37enne di Casandrino per smaltimento illecito di rifiuti.

I due uomini, titolari di due diverse officine meccaniche della zona, esercitavano la loro attività senza alcun tipo di autorizzazione. I carabinieri hanno accertato che i 2 “imprenditori” smaltivano i rifiuti speciali – scarti di lavorazioni delle officine – senza alcun rispetto della normativa ambientale.

Le officine abusive e le attrezzature utilizzate sono state sottoposte a sequestro. I titolari sanzionati per circa 10mila euro.

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Cronaca

Dramma alla Stazione di Casoria: uomo accusa un malore sul treno e muore tragicamente

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Terribile tragedia nei pressi della stazione di Casoria, dove nel tardo pomeriggio una persona, a bordo di un treno, è deceduta in seguito ad un malore.

Dopo il malore, il treno si è fermato a Casoria, dove sono intervenuti i medici del 118, che non hanno potuto fare altro che accertare la morte dell’uomo.

Sul posto sono infine giunti i Carabinieri della Compagnia di Casoria, che indagano sull’accaduto.

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Arzano

Arzano. Sanzionata la titolare del ristorante della Comunione del figlio del boss in Ferrari

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I Carabinieri della tenenza di Arzano hanno sanzionato per inosservanza della normativa anti-covid la titolare di un ristorante di Giugliano in Campania, una 71enne del posto, dove il 6 giugno scorso è stata festeggiata la comunione del figlio di Cristiano Pasquale (ritenuto elemento di vertice del gruppo 167 di Arzano).

L’imprenditrice ha organizzato nella circostanza festeggiamenti all’interno del locale, senza far rispettare il distanziamento di 1 metro e non ha ottemperato all’obbligo di conservare per 14 giorni, come prevede la Legge, il registro dei partecipanti.

I militari dell’arma hanno ricostruito i fatti grazie all’analisi dei video pubblicati sui vari social network.

Tra i video “postati” alcuni momenti dei festeggiamenti per la cerimonia. I Carabinieri stanno effettuando ulteriori approfondimenti per identificare e sanzionare i partecipanti all’evento.

I Carabinieri di Arzano insieme a quelli del Nas di Napoli, durante il controllo, hanno sanzionato la titolare del ristorante anche per carenze igienico-sanitarie dei servizi igienici e dei locali adibiti a spogliatoio, per mancata esibizione del manule HACCP, per difformità tra planimetria e un vano utilizzato per la conservazione dei cibi e bevande e per la mancanza di cartellonistica covid. Disposta, infine, la chiusura del locale adibito a deposito alimenti.

Le operazioni dei Carabinieri non sono però terminate. Oggi, a Sant’anastasia (Na), i militari hanno controllato la Ferrari utilizzata da Cristiano per recarsi alla cerimonia religiosa.

L’auto è stata fermata amministrativamente perché con targa straniera e condotta da persona residente in Italia da più di 60 giorni.

Il veicolo è stato affidato al legale rappresentante della società di autonoleggio proprietaria del mezzo che ha provveduto al trasporto con carro attrezzi da Sant’Anastasia fino alla sede della ditta.

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Baia Domizia

Delfino trovato morto su una spiaggia campana: è stato sparato

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Un delfino è stato trovato morto sulla spiaggia di Baia Domizia, a Cellole, nei pressi dello stabilimento balneare “Lido Azzurro“.

Vista la carcassa è subito scattata la segnalazione alle autorità competenti, che sono prontamente intervenute ed hanno attivato il protocollo previsto in questi casi.

Al drammatico evento hanno assistito purtroppo anche diversi bambini presenti in spiaggia e non è stato facile rincuorarli.

Molti di loro hanno pianto. Noi adulti abbiamo detto loro che il delfino si era impigliato nelle reti dei pescatori, anche se questa spiegazione non era delle migliori. Una bugia pietosa per nascondere una brutta verità. Il delfino presentava delle ferite da cui era fuoriscito il sangue. Abbiamo mentito perché le loro piccole menti ed il loro piccolo cuore non avrebbero potuto capire nè accettare che in realtà il delfino fosse stato sparato. Non ho più parole nè lacrime, solo tanto sordo dolore” ha detto Elena Calenzo, titolare del Lido Azzurro.

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