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Cultura e spettacolo

Reperti archeologici di Pompei sui fondali marini della Sardegna: intatti dopo duemila anni

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Recuperati in uno stato perfettamente intatto alcuni reperti archeologici di Pompei sui fondali marini della Sardegna.

L’operazione dei carabinieri in collaborazione con i tecnici della Soprintendenza ha permesso di recuperare al largo di Cagliari diversi reperti archeologici.

Davanti alla zona archeologica di Nora sono state trovate due anfore di terracotta del I secolo dopo Cristo che testimoniano le rotte commerciali percorse tra l’antica Pompei e la Sardegna prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo.

Il ritrovamento, come riporta Il Mattino, è avvenuto grazie al lavoro dei carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale, dei Subacquei e della Motovedetta CC 821 «Cortellessa» di Cagliari.

Con molta probabilità le anfore della città romana contenevano olio o vino dei pregiati vigneti dell’antica Pompei.

Le attività sono state condotte sotto la costante supervisione e in collaborazione con funzionari e tecnici responsabili di archeologia subacquea della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari.

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Capri

De Luca presenta Il Festival “Canto delle Sirene”. Capri e Procida per rilanciare il turismo culturale

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Grande evento con la presentazione del Presidente della Regione Vincenzo De LUca. Un Festival all’insegna delle Arti Napoletane. Il Festival si terrà nelle bellissime isole di Capri e Procida.

La collaborazione tra De Luca e Geppy Gleijese, ha portato alla nascita di un evento che si terrà dal 10 al 20 Settembre. L’obiettivo della collaborazione è quella di riportare, dopo due stagioni estive problematiche, il turismo culturale.

Alla presentazione del Festival erano presenti i Sindaci delle due Isole, il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

De Luca: ” Il motivo di soddisfazione è che la Regione Campania è la Regione che investe di più nella cultura e nell’arte”.

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Città

Tributo a Napoli e Massimo Ranieri. Lo Show di Mario Conte Sabato 7 Agosto

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Nella suggestiva cornice di Castel dell’Ovo, una serata dedicata ai grandi successi di Massimo Ranieri, icona delle canzoni classiche napoletane. L’appuntamento è fissato per sabato 7 agosto alle ore 20.00.

Un vero e proprio viaggio musicale che trasporterà il pubblico tra le straordinarie melodie di A rumba de scugnizze, Guapparia, Chiove, Rundinella, O surdato nnammurato, Reginella, Rose Rosse, ma anche Se bruciasse la città, Erba di casa mia, Vent’anni, La voce de Silenzio, Perdere L’Amore e tante altre ancora.

A guidare il percorso  sarà un’ artista di grande sensibilità e talento, come Mario Conte che da anni è un vero e proprio simbolo della migliore tradizione canora partenopea.

Il suo tratto inconfondibile è un timbro di voce capace di far vibrare le corde del cuore di quanti lo ascoltano. Una passione che lo ha fatto apprezzare al grande pubblico che lo riconosce oramai come uno dei maggiori esponenti della canzone napoletana e delle canzoni di Massimo Ranieri.

Tutti lo identificano, oramai, come volto noto di Real Time ne “Il Castello delle Cerimonie” voluto fortemente dal “Boss don Antonio Polese”.

Conte è “Il cantante delle cerimonie” per eccellenza con oltre duemila spettacoli al suo attivo.

Molto ricca la sua bacheca personale che lo vede premiato come miglior interprete delle canzoni di Massimo Ranieri da Madia dell’Arte. Ed ancora altri riconoscimenti, tra cui: “Una Voce di Napoli”, “Aspettando Sanremo”, “A casa di Massimo”.

L’evento è promosso da Mia Event, società che da anni organizza, produce e distribuisce con successo grandi eventi a carattere nazionale.

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Cultura e spettacolo

G20 della Cultura: a Palazzo Barberini un’opera di Tiziano della collezione del Museo di Capodimonte

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Ci sarà anche il celebre Ritratto di Pier Luigi Farnese in armatura di Tiziano ad accogliere le
delegazioni per il primo incontro dei Ministri della Cultura del G20, in programma a Roma giovedì 29 e venerdì 30 luglio.

Il dipinto fa parte della prestigiosa raccolta farnesiana del Museo e Real Bosco di Capodimonte confluita a Napoli con l’ascesa al trono di Carlo di Borbone (1734) e il dono della collezione della madre, Elisabetta Farnese.

Il Ritratto di Pier Luigi Farnese in armatura di Tiziano sarà esposto venerdì 30 luglio 2021 a
Palazzo Barberini nella sala destinata all’Istituto Centrale del Restauro, ente presso il quale l’opera si trova in questo momento proprio per completare un restauro finanziato grazie al progetto “Rivelazioni” di Borsa Italiana, avviato dal Museo e Real Bosco di Capodimonte nel 2018.

Grazie al meccanismo dell’art bonus, tre aziende campane (Tecno, Pasell e Graded), tutte inserite nel programma Elite di Borsa Italiana, per le imprese con alto potenziale di crescita, hanno potuto finanziare sia la campagna di indagini diagnostiche che il restauro.

Un modello integrato di mecenatismo, promosso e sostenuto dall’Advisory Board del Museo e Real Bosco di Capodimonte, che ha portato al restauro di altri importanti dipinti.

Oltre al citato Tiziano, sono state restaurate opere di Bernardo Cavallino, Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato, Claude Lorrain, Elisabeth Vigée Le Brun, Luca Signorelli e Michelangelo Anselmi.

L’opera rappresenta la figura fiera e altera di Pier Luigi Farnese (1503-1547), figlio prediletto di Papa Paolo III, si impone alla vista con autorità e forza, chiusa nella sua smagliante armatura con la bandiera che richiama la carica di Gonfaloniere e generale dell’esercito pontificio, assegnatagli dal padre nel 1545, insieme con quella, prestigiosissima, di duca di Parma e Piacenza.

Tiziano, ritrattista della famiglia Farnese, coglie Pier Luigi Farnese in un profilo di tre quarti, con lo sguardo apparentemente distratto, nell’attimo di ascolto del duca, rivolto senza guardarlo, verso il vicino milite che gli sussurra qualcosa. Tiziano cattura gli effetti luminosi della luce che scintilla sull’armatura di Pier Luigi con inimitabile abilità.

Il Pier Luigi Farnese di Tiziano, presentava condizioni di leggibilità compromesse da una notevole presenza di piccole lacune e abrasioni diffuse. L’intervento, ora in corso all’Istituto Centrale del Restauro, è stato preceduto da un’ampia campagna diagnostica, realizzata da Emmebi Diagnostica Artistica/Arsmensurae e dal Laboratoire d’Archéologie Moléculaire et Structurale (LAMS) di Parigi.

Il restauro attuale, programmato con il Dipartimento Restauro del Museo e Real Bosco di Capodimonte, si è limitato ad intervenire sulla superficie pittorica eseguendo la rimozione delle vernici del precedente restauro ormai ossidate, il consolidamento dei difetti di coesione della pellicola pittorica e l’assottigliamento delle colle impiegate per la foderatura del supporto eseguita nel 1957 proprio all’Istituto Centrale del Restauro.

Sono particolarmente orgoglioso che il nostro Pier Luigi Farnese di Tiziano ci rappresenti a
questo primo G20 della Cultura. Un restauro avviato grazie al mecenatismo virtuoso delle imprese campane che hanno colto i vantaggi fiscali legali all’art bonus e hanno contribuito così concretamente alla tutela e alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale
” ha affermato il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger.

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