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Proroga fino al 2022 dei contratti a tempo determinato per il personale sanitario

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NAPOLI – La notizia è stata resa nota dal Presidente della Regione Campania, Vicenzo De Luca. “Ho dato mandato alla Direzione Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale di procedere ad emanare una circolare che preveda la proroga di tutti i contratti a tempo determinato ed i rapporti di collaborazione stipulati dalle Aziende Sanitarie della Campania, per il contrasto all’emergenza COVID 19, fino al 31/12/2022.”

“La proroga – prosegue – riguarderà circa 6000 unità di personale medico, infermieristico, operatori socio sanitari e altro personale che è stato reclutato con contratti a tempo determinato e collaborazioni (non rientranti nel fabbisogno ordinario) per l’emergenza covid dal mese di febbraio 2020”, conclude il governatore.

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De Luca sulle elezioni del PdR: “L’Italia imbocchi la strada del regime presidenziale alla francese”

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CAMPANIA – Il Governatore parteciperà a breve alle elezioni del Presidente della Repubblica in qualità di grande elettore. Lo stesso ha parlato dell’appuntamento nel corso della sua consueta diretta social del venerdì pomeriggio: “Stiamo assistendo alla vicenda dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica che trovo francamente imbarazzante. In altre nazioni democratiche, quando c’è l’elezione del Capo dello Stato, si ragiona, oltre che sulle persone, sul programma che quella persona può rappresentare.”

“Nel nostro Paese ragioniamo a prescindere dai programmi che possono interpretare queste persone. Ora è vero che in Italia il potere esecutivo è nelle mani del Presidente del Consiglio, ma fino ad un certo punto. Abbiamo visto negli ultimi anni che il potere di intervento del Presidente della Repubblica è diventato forte. Su un tema in particolare c’è una competenza diretta: il Presidente presiede il Csm, dunque, sarebbe bene sapere, in relazione alla riforma della Giustizia, quali sono le opinioni delle persone che si scelgono. Poi mi piacerebbe sapere qual è l’opinione del Capo dello Stato sulla sicurezza, sul Mezzogiorno, sulla sburocratizzazione, e così via”.

“Negli altri Paesi democratici l’elezione di un Presidente è legata ai contenuti programmatici. E allora verrebbe voglia di dire che in Italia sarebbe meglio introdurre l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, anche per evitare queste immagini francamente imbarazzanti alle quali stiamo assistendo. Negli anni scorsi il tema si è posto, ma si è detto di no all’elezione diretta perchè siamo un popolo che ragiona a volte per istinto, senza ragionare molto. Questo è vero, avessimo avuto un’elezione diretta 6-7 anni fa ci saremmo trovati Grillo Presidente della Repubblica. Io non credo, alla fine l’Italia ragiona.”

“Ma in ogni caso la democrazia è fatta anche di lezioni. I cittadini devono imparare a rispondere delle proprie responsabilità, perchè altrimenti pagano sulla propria pelle. E dunque io credo che anche dopo questa vicenda, di questi giorni, l’Italia possa imboccare la strada di un regime presidenziale alla francese: si elegge un Capo dello Stato in maniera diretta sulla base di un impegno programmatico, con il ballottaggio e dunque con la possibilità di riflettere. Sinceramente credo che ormai questo sistema istituzionale in Italia non regga più e sia ormai agli sgoccioli. E prima comprendiamo che è necessaria una grande riforma e meglio è, altrimenti andremo verso una balcanizzazione delle istituzioni e una crisi della democrazia in Italia”, ha proseguito De Luca.

“In Italia, mentre ora si parla dell’elezione del Presidente della Repubblica, è bloccato tutto. Ho avuto la possibilità, negli ultimi giorni, di interloquire con i Ministri Giovannini e Cingolani, ma ho avuto la sensazione che tutto il resto sia fermo, immobile, soprattutto nella parte burocratico-amministrativa. E non è possibile avere un Paese bloccato in attesa dell’elezione del Capo dello Stato e quindi di sapere quale sarà il destino del Governo italiano”, ha concluso il Presidente della Regione. 

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Da giovedì torna l’inverno sulla Campania: freddo e vento

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Torna il freddo da giovedì 20 gennaio su tutta la Campania, con temperature in picchiata e possibili nevicate anche a bassa quota. Colpa di un vortice di gelo artico proveniente dall’Atlantico e che dopo aver attraversato mezza Europa, valicherà le Alpi e scenderà lungo la penisola arrivando in Campania nella giornata di giovedì, spazzando via gli ultimi scampoli del vasto anticiclone che invece aveva fatto da “scudo” in questi giorni, regalando un clima piuttosto mite, caratterizzato dal sole seppure con temperature leggermente al di sotto delle medie stagionali.

Ma sarà una parentesi come detto destinata a chiudersi entro giovedì, con un drastico peggioramento proprio nel fine settimana, quando oltre al crollo delle temperature arriveranno anche le giornate di pioggia: un mix che porterà alla formazione di neve non solo sulle vette più alte della Campania, come i monti dell’appennino e il Vesuvio, ma anche a bassa quota. Il rischio neve è alto anche a bassa quota: rischio neve anche nei capoluoghi di Avellino e Benevento, ma i fiocchi sono attesi anche a Napoli, sulle zone collinari (Vomero e Camaldoli). Non ci sono allerte meteo, per il momento: ma non è escluso che, tra venti forti e rischio gelate, i primi avvisi della Protezione Civile regionale possano giungere proprio tra giovedì e venerdì, con particolare attenzione al fine settimana. L’inverno, del resto, è ormai inoltrato: e farà la sua irruzione in Campania a partire dal 20 gennaio, giorno in cui ci sarà una solta di passaggio di consegne tra il clima mite della prima metà di gennaio e quello freddo della seconda. Del resto, gennaio porta il nome del dio Giano dei romani, famoso proprio per avere due facce totalmente diverse l’una dall’altra. Una somiglianza che si riflette anche nel clima di gennaio.

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Covid in Campania, il bollettino del 17 gennaio: pochi tamponi, scendono i casi ma 31 morti

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Covid Campania, il bollettino del 17 gennaio 2022 – Consueto appuntamento con l’Unità di Crisi della Regione Campania che quotidianamente aggiorna sui contagi rilevati sul territorio. Oggi sono 9.370 i nuovi positivi (ieri +17.667) a fronte di pochi tamponi effettuati 53.819 (ieri erano stati il doppio +104.906).

Il tasso di positività è in lieve salita e si attesta al 17,41% contro il 16,8% dell’ultimo aggiornamento. I decessi sono 25 nelle ultime 24 ore più 6 deceduti in precedenza ma registrati ieri (+5 nel bollettino di ieri). Aumenta il numero dei ricoverati in terapia intensiva mentre scendono quelli in area medica.

  • Posti letto di terapia intensiva disponibili: 699
  • Posti letto di terapia intensiva occupati: 92, +5
  • Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (*)
  • Posti letto di degenza occupati: 1.311, -49
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