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Cosa sarà successo a Stefano De Martino?

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Poco fa, il ballerino più bello d’Italia, nonchè ex marito di Belen Rodriguez, Stefano De Martino, ha postato una foto sul suo account Instagram con il braccio avvolto da bende, che desta preoccupazione tra i fan. Ma cosa gli sarà successo?

Il conduttore napoletano, che nella sua biografia sul social poco fa mensionato, si è definito scherzosamente “conduttore meno famoso di Pippo Baudo, ballerino meno famoso di Roberto Bolle e compagno meno famoso delle sue ex” come tutti sanno, ha una grande passione, che è quella per i tatuaggi.

E le sue bende sembrano proprio essere dovute ad un tatuaggio. L’ex compagno della Rodriguez, infatti, portava sul braccio sinistro la scritta “Sui Generis” che stava a simboleggiare l’atipicità del suo carattere e il suo modo di vivere diverso da quello di tutti gli altri. Non è un caso che abbia scelto di farlo in una zona del corpo anticonvenzionale e anche parecchio “vistosa”.

A quanto pare era così vistosa che ha iniziato ad infastidire anche lui ed ha deciso di rimuoverla. Il processo della rimozione del tatuaggio è già in atto da un po’ ed infatti lo ha sottolineato anche lui nelle sue stories su Instagram scrivendo: “Promemoria. La rimozione dei tatuaggi è un processo lungo e doloroso, pensateci bene prima di farne uno!“.

E lui dopo che ha rimosso già vari tatuaggi legati alle sue ex e dopo che l’iniziale “F” di Federica, la ex dell’epoca di amici, tatuata dietro al collo, è diventata prima “E” di Emma Marrone, poi “B” di Belen ed infine un “angelo”, avrà finalmente recepito il messaggio?

 

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Follia nel Napoletano, insulta la moglie e aggredisce gli agenti in caserma: arrestato

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Insulti e minacce all’indirizzo della moglie, che non si sono placate nemmeno quando la donna ha seguito i carabinieri in caserma. Sono le 21 circa di ieri ad Ercolano, quando gli agenti della Tenenza locale sono intervenuti in casa di una donna, per sedare una violenta lite familiare.

Tuttavia, una volta che la vittima segue i militari in caserma, il marito stenta a crederci e si reca anch’egli sul posto, dove continua ad insultare e inveire contro la moglie, spingendo con veemenza anche i carabinieri.

A quel punto, l’uomo è stato arrestato. Si tratta di un 40enne di Ercolano già noto alle forze dell’ordine, associato al carcere in attesa di giudizio. Adesso, dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia e resistenza a Pubblico Ufficiale.

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Giugliano, evade dai domiciliari per protestare con i detenuti: arrestata e scarcerata nel giro di poche ore

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Ha violato i domiciliari per partecipare ad una protesta in favore dei diritti dei detenuti, ma è stata arrestata e poi rimessa subito in libertà. Questa è la storia di Rita Pirozzi, giovane di Giugliano, accusata di aver commesso una serie di rapine ai danni di varie gioiellerie in tutta Italia, in particolare tra Avezzano, Cerignola e Follonica, che le hanno fruttato un bottino di oltre 300 mila euro.

Tuttavia, nonostante fosse costretta ai domiciliari, ha comunque preso parte alla protesta organizzata dai detenuti, all’esterno del carcere di Secondigliano. Pertanto, dopo essere stata scoperta, è stata arrestata e trasferita presso il carcere di Pozzuoli. Ad ogni modo, la ragazza è stata poi scarcerata poco dopo e associata nuovamente ai domiciliari presso la sua abitazione di Giugliano.

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Blitz dei carabinieri nel Napoletano, rinvenuto arsenale informatico in cantina: nei guai 4 ragazzi

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Blitz dei carabinieri della Compagnia di Sant’Anastasia, che sono intervenuti in via Pomigliano a seguito di una segnalazione, secondo la quale vi erano delle persone sospette all’interno di un seminterrato.

In particolare, una volta giunti sul posto, gli agenti hanno sorpreso un 21enne di Siracusa già noto alle forze dell’ordine, con 3 incensurati di 27, 20 e 17 anni, residenti tra Portici ed Ercolano, trafficare con un vero e proprio arsenale informatico. Infatti, sono stati rinvenuti 420 smartphone, 2009 Sim card di diversi gestori telefonici, 13 Pc, 54 carte di credito e debito, la somma contante di 2280 euro, 7 patenti di guida contraffatte, 6 codici fiscali risultati anch’essi contraffatti, 127 contratti per l’attivazione del sistema pubblico identificazione digitale SPID e documentazione relativa all’identità d’inconsapevoli persone residenti su tutto il territorio nazionale.

Inoltre, dai primi accertamenti, è emerso che i 4 ragazzi proponevano la vendita di documenti d’identità contraffatti e schede telefoniche intestate ad altri, tramite un canale Telegram. Pertanto, l’intera area adibita a centrale informatica è stata sequestrata, mentre i 4 denunciati per associazione a delinquere finalizzata alla produzione e vendita di documenti falsi.

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